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L’endometriosi, una malattia poco nota, colpisce circa 3 milioni di donne in Italia, ed è una delle prime cause di infertilità femminile. Consiste nella presenza al di fuori dell’utero di un tessuto, detto appunto endometrio, che normalmente si trova nell'utero. Si tratta di una malattia che può manifestarsi già nell'adolescenza con violenti dolori mestruali, gonfiore addominale, perdita anomala di sangue e affaticamento cronico, ma spesso, purtroppo, viene diagnosticata con grave ritardo, tanto che occorrono in media 8 anni per una corretta diagnosi. Nel frattempo, ovviamente, la situazione peggiora, e la donna affetta da questa terribile malattia si trova in una situazione angosciante. Spesso le donne malate di endometriosi sono costrette a lasciare il loro lavoro (il 41% circa), in genere sono mal capite, in assenza di una diagnosi si trovano talvolta a sentirsi dire di non avere nulla. È una malattia invalidante, quindi, ma ancora poco studiata. Secondo una recente indagine, meno del 50% delle donne che avvertiva i primi sintomi e' stato preso in seria considerazione dal medico, il 65% e' stato diagnosticato male e il 46% ha dovuto consultare almeno cinque specialisti prima di avere una diagnosi corretta.
Ecco che, quindi, si rende necessaria una campagna di sensibilizzazione, per informare medici e popolazione. Per una corretta diagnosi occorre una conoscenza adeguata e la consapevolezza di cosa sia esattamente l’endometriosi.
Ma è necessario anche sensibilizzare le istituzioni. Al momento in Italia, infatti, non esiste una legge che preveda agevolazioni a favore delle malate di endometriosi, e questo nonostante il fatto molte di loro siano impossibilitate a lavorare, e si trovino senza mezzi di sostentamento. Ecco quindi che l’AIE (Associazione Italiana Endometriosi ) chiede che questa malattia ottenga il riconoscimento normativo e venga inserita nell'elenco delle patologie sociali.
Dell’endometriosi, anche se è comunque una malattia conosciuta fin dal 1960, non si conosce la causa, ma recenti studi rilevano una correlazione tra questa malattia e l'inquinamento ambientale, prodotto dalle lavorazioni industriali. In particolare gli studi più seri si stanno orientando verso agenti inquinanti come ad esempio la DIOSSINA. La diossina si trova dappertutto, è anche usata come sbiancante. Già nel 1990 Legambiente ricordava il pericolo costituito dalla diossina, come prodotto di scarto di lavorazioni industriali o prodotto di incenerimenti non controllati di plastica o cloro. Anche i pesticidi (che inquinano le verdure, ma soprattutto la frutta) sono stai riconosciuti da tempo come interagenti endocrini, e un loro bersaglio è anche l'endometrio. La pericolosità accertata delle diossine non è solo come cancerogena ma come gruppo di composti in grado di alterare funzioni vitali a concentrazioni ambientali ben al di sotto di quelle necessarie per l'insorgenza delle forme tumorali.
La European Endometriosis Alliance, quindi, promuove in tutta Europa una serie di iniziative, dal 3 al 9 marzo viene indetta la settimana della consapevolezza. In Italia in 9 piazze, a Nervino (Mi), Cuneo, Verona, Ravenna, Roma, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Catania, l'Aie allestirà gazebo informativi dove le volontarie dell'associazione e i ginecologi della Sigo (Società italiana di ginecologia) offriranno consulenza e materiali di approfondimento. A disposizione dei cittadini ci sarà anche il numero verde 800910245, attivo dal 3 al 7 marzo dalle 18 alle 20, tramite il quale un gruppo di ginecologi fornirà tutte le informazioni sulla patologia.
Firma anche tu la petizione per sostenere la promulgazione di una legge che tuteli i diritti delle donne affette da endometriosi. Clicca qui per scaricare il modulo e invialo, completo di firme, all’AIE all’indirizzo in calce al foglio. Oltre 35.000 persone hanno già firmato: fallo anche tu !
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