Secondo uno studio condotto dagli scienziati americani dell’Ucla (Università della California a Los Angeles) su un gruppo di adulti e anziani al computer, studio che è stato pubblicato sull'American Journal of Geriatric Psychiatry, navigare su internet rende più intelligenti. Il gruppo di ricerca guidato da Gary Small ha utilizzato la risonanza magnetica per indagare l’effetto di internet sulla mente umana.
In sostanza navigare online determina la necessità di operare delle scelte e dei ragionamenti, cosa che assolutamente non accade quando si guarda la TV. Di conseguenza le persone che lavorano o comunque utilizzano la rete, si trovano a stimolare il cervello e in particolare le aree dei ragionamenti complessi.
Secondo lo studio in questione l’uso di internet attiva numerose aree del cervello, più che in una fase di lettura di un libro. Uno degli aspetti più interessanti è che l’uso dei motori di ricerca avrebbe un buon impatto sullo sviluppo del cervello, poiché nella fase di ricerca si rendono necessarie decisioni di vario tipo, anche abbastanza complesse, nello scegliere i termini della ricerca e nel selezionare i siti da visualizzare tra i tanti trovati dai motori di ricerca.
Questo dimostra che un cervello allenato e utilizzato in maniera intelligente rimane attivo e in forma anche in età avanzata.
A questo proposito è interessante realizzare un parallelismo con l’uso della televisione. La TV in sostanza è un mezzo del tutto passivo di acquisire informazioni. Durante il suo uso le informazioni sono esclusivamente monodirezionali, cioè vanno dalla TV allo spettatore, il quale non ha alcuna possibilità di scegliere o di essere parte attiva in ciò che vede. L’unica possibilità che ha è cambiare canale, ottenendo di fatto lo stesso effetto da altra trasmissione, oppure spegnere la televisione.
Usare internet, invece, vuol dire diventare parte attiva nel processo di acquisizione delle informazioni, in quanto prima di tutto si deve scegliere dove andare a leggere le informazioni, quindi selezionare i siti, i motori di informazione, e così via. La caratteristica della rete è l’abbondanza di informazioni, praticamente un eccesso all’interno del quale si è obbligati a selezionare le fonti al fine di garantirne una certa affidabilità. Tali criteri di scelta si affinano col tempo e con l’uso del mezzo. Inoltre, in un certo qual modo l’affidabilità è data proprio dalla democraticità del mezzo. Una menzogna sparsa in rete viene facilmente e velocemente sbugiardata, cosa invece assolutamente impossibile in televisione.
In sintesi, quindi, la televisione inculca in noi valori ed informazioni in maniera passiva, e quindi difficilmente valutabili criticamente, mentre la rete consente, anzi obbliga ad una scelta delle fonti di informazione.
“Un semplice esercizio quotidiano come quello di cercare informazioni sul web sembra potenziare i circuiti cerebrali nelle persone avanti negli anni. Questo dimostra - dice il dottor Small - che il nostro cervello è sensibile e può continuare a imparare anche quando diventiamo vecchi”.
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