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Con l’avvento del cosiddetto Web 2.0 si sono moltiplicati i siti di User Generated Content, cioè i siti dove sono gli utenti, la gente, ad immettere contenuti, a dire la loro opinione su un argomento, a discutere e proporre informazioni. Esempi ve ne sono a migliaia, non solo i forum di discussione, ma anche i tantissimi blog informativi, dove il blogger discute della materia di sua competenza, intrecciando un dialogo con i visitatori che lasciano commenti. Aumentano, inoltre, di giorno in giorno i blog dove gli utenti, videocamera alla mano, si improvvisano giornalisti.
Forse l’esempio più rilevante è la famosa enciclopedia online Wikipedia, ormai diventata l’enciclopedia più diffusa ed utilizzata. I motivi sono svariati, dalla facilità d’uso alla caratteristica di essere multilingue, ma soprattutto perché vi è la diffusa idea che i suoi contenuti siano affidabili. Del resto anche la rivista Nature ha dichiarato, in seguito ad una specifica ricerca che Wikipedia non è poi così lontana dall’affidabilità dell’enciclopedia Britannica. La differenza, in questo caso, è data dal fatto che l’enciclopedia Britannica (tra l’altro solo in inglese) è redatta da un gruppo di esperti pagati proprio per questo, mentre Wikipedia è redatta da una comunità di individui che condividono gratuitamente le loro conoscenze, nei campi in cui lavorano oppure del quale si interessano in qualche modo, con il resto del mondo, senza alcun profitto. Preoccupa che possa avere scarsa autorevolezza, per il fatto che chiunque possa pubblicare quello che vuole senza alcun controllo, ma il controllo c’è, ed è dato dagli utenti che la usano. In sostanza, Wikipedia, nonostante sia realizzata da persone comuni, come noi, ha un’affidabilità simile a quella di un progetto editoriale tradizionale che utilizza esclusivamente esperti.
Wikipedia, che conta attualmente oltre due milioni e mezzo di voci in inglese e più di mezzo milione in italiano, è scritta, modificata, corretta, controllata ed aggiornata da una vasta comunità con il solo scopo di condividere il sapere, per cui si può considerare il frutto di uno sforzo collettivo, di un’intelligenza collettiva sulla quale si può fare affidamento. Nel caso dell’enciclopedia Britannica, invece, come accadeva in passato, l’affidabilità è data dall’istituzione che ne cura l’edizione. Quindi, internet diventa non solo un luogo di distribuzione di sapere e conoscenza, ma anche di un sapere condiviso frutto del lavoro di molti (e non di pochi esperti), dove l’affidabilità è garantita dallo stesso mezzo. Il fatto di essere curata da moltissimi persone, e quindi consultata da moltissime persone, garantisce che eventuali errori in Wikipedia vengano scoperti velocemente e altrettanto velocemente corretti. In sostanza è lo stesso principio sul quale si basano i software OpenSource, come Linux.
Questa affidabilità, che in rete non dipende più da un garante esterno, un editore, una istituzione, ma da noi stessi utenti che generiamo i contenuti, riguarda ogni aspetto delle rete. Se compriamo su EBay, per controllare l’affidabilità del venditore verifichiamo il suo feedback, cioè quante valutazioni positive ha avuto nello svolgimento del suo compito. E il feedback è dato dai compratori, non da EBay. Se vogliamo comprare un qualsiasi prodotto, possiamo rivolgerci ai tanti siti che raccolgono giudizi degli utenti, di coloro che realmente hanno usato quel prodotto, oppure ci rivolgiamo ad uno dei tanti blog di appassionati di quella materia, ad esempio informatica, che ci ragguaglia sugli ultimi prodotti, con tanto di commenti degli utenti soddisfatti od insoddisfatti. Anche la reputazione, e quindi l’affidabilità, di una azienda che opera in rete, alla fine dipende dagli utenti. Un consumatore soddisfatto diventa il miglior testimonial di un prodotto, come anche un consumatore insoddisfatto finisce per essere la peggiore pubblicità per quel prodotto, se il giudizio viene espresso in rete. Ecco perché molte aziende utilizzano la strategia di ascoltare sempre la rete e i suoi commenti.
L’esperienza di Wikipedia ha dimostrato che per ottenere un contributo valido ed affidabile, nonché accurato, è importante lasciar lavorare coloro che desiderano farlo, e che sanno usare gli strumenti messi a disposizione dalla rete, è inutile, invece, cercare di convincere coloro che quei strumenti non vogliono o non sanno usarli.
Quindi, nella rete esiste l’affidabilità dei contenuti, e questa affidabilità è valutabile in una maniera decisamente più democratica di quanto accade in altre realtà, come sui media tradizionali (se un prodotto pubblicizzato in TV non è buono, chi ve lo dice ?). Siamo noi stessi utenti nella rete, consumatori di prodotti, siano essi computer, automobili oppure semplicemente servizi quali un’enciclopedia online, a giudicare dell’affidabilità dei prodotti.
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