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mar 26 2009
Facebook e la censura privata PDF Stampa E-mail
(2 voti)
giovedì 26 marzo 2009

Ormai la rete sembra sotto assedio. Da una parte ci sono le innumerevoli proposte di legge che cercano in qualche modo di limitare la libertà degli individui e in particolar modo quella di manifestazione del pensiero in rete, dall’altra adesso abbiamo una forma di censura privata. Facebook ha deciso di rimuovere dapprima un contenuto e, quindi, un intero profilo sulla base del proprio autonomo convincimento secondo il quale si sarebbe trattato di un’opinione suscettibile di urtare l’altrui sensibilità.
In sintesi il gruppo giornalistico definito Rassegna Stanca (la Rana su Facebook) aveva ripubblicato un editoriale apparso su Avvenire, che trattava la posizione della Chiesa sull’uso dei preservativi, ribattezzandolo col titolo provocatorio “un editoriale ultrasottile”. Probabilmente qualcuno protesta, e Facebook rimuove il contenuto, con la motivazione: "questo comportamento può infastidire altri utenti”. Nel momento in cui la Rana tenta di ripubblicarlo nuovamente, Facebook rimuove l’intero profilo.

Dopo le parole del Papa sui profilattici, in rete, ma non solo, è sorto un vivace scambio di idee. E anche su Facebook si è messo in moto un dibattito, fino a quando sulla home page di Rassegna Stanca non viene caricato l’editoriale che spiegava e giustificava le parole di Benedetto XVI. I curatori di Rassegna Stanca dicono: “L'articolo del giornale di ispirazione cattolica è stato ripreso parola per parola, cambiando appunto soltanto il titolo, e ha messo in moto uno scambio di idee appassionato, ma comunque pacato e non offensivo, coinvolgendo tantissimi utenti di Fb”. Poi la censura: l’articolo è stato cancellato insieme ai commenti, con la laconica motivazione di cui sopra.

Comunque Facebook non è nuovo a questo tipo di comportamento. Infatti gira da alcuni giorni un video nel quale viene chiesto da alcuni ragazzi provocatoriamente a Emilio Fede, direttore del telegiornale di Rete 4, cosa pensi della libertà di informazione. Il video, è quello che vedete in apertura dell’articolo, viene cancellato ogni volta che appare sul sito, ma viene comunque riproposto da altri utenti.
In relazione alle cancellazioni di profili di utenti senza alcun apparente motivo, il deputato Matteo Salvini, anch’egli cancellato da Facebook, ha addirittura presentato un’interrogazione. Il deputato sostiene di aver raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state cancellate dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione. Per questo ha depositato una interrogazione al ministero delle telecomunicazioni per conoscere quanti italiani risultano iscritti a Facebook, se e quale tipo di controllo risulti al ministero essere effettuato e da parte di chi, dove risultino le sedi operative del social network in questione e chi ne siano i legali rappresentanti, se e quanti siano i casi segnalati di censura e di eliminazione di iscritti, gruppi o altro in rete. All'indomani dell'annuncio, il profilo di Salvini è però tornato operativo!
 
L’editoriale cancellato, con i due titoli, lo ripropongo qui di seguito, come suggerito da Guido Scorza:

Dall’Africa: perché il Papa ha ragione - Un editoriale ultrasottile.
«Una polemica che non ha ragion d’essere» . Etienne Pagot, coordinatore diocesano della sanità dell’arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l’Aids, è sorpreso del polverone sollevato dalla dichiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del preservativo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. “Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto – continua Pagot –. E se non fossero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabilmente sarebbero rimaste sullo sfondo. D’altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fedeltà sono mezzi più sicuri per prevenire e combattere la diffusione dell’Aids. Questione di realismo e di buon senso” . Il vero problema, sostiene, è proprio il “gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri temi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione dell’Aids che ha ben altre ripercussioni: sanitarie, sociali, psicologiche, culturali, spirituali…” . Il sospetto, secondo Pagot, è che “chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cruciali, dà un’importanza eccessiva a un aspetto specifico e non centrale, sviando l’attenzione dalle vere questioni” . “La mia impressione – gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales (Macacos) di Douala – è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfide più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giustizia, riconciliazione, ma anche la sofferenza materiale e spirituale degli africani, il tema forte della famiglia, quello della povertà e dell’oppressione. I discorsi del Santo Padre hanno suscitato grande impressione. E continuano a far discutere la gente” . Jumban, che è perfettamente bilingue e guarda con attenzione i media internazionali, nota una dissonanza tra la copertura locale e quella straniera.
“Qui si continua a sottolineare la portata storica di questo viaggio del Pontefice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali hanno insistito quasi unicamente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata”. Chi non si è fatto sfuggire l’occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Papa è stato invece l’irriverente Messager Popoli, inserto satirico che esce settimanalmente con il giornale Le Messager, principale quotidiano indipendente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa toni ben più pacati: “Dal mio punto di vista – dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Camerun – il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termini e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l’astinenza sono i mezzi migliori per combattere l’Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una certa prudenza ed evitare i rischi di fraintendimento: non si deve infatti lasciare la porta aperta alla negligenza, che qui da noi significa morte”.
Quanto al giornale di governo, il Cameroon Tribune, elenca tra le dichiarazioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei mariti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: “Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il coraggio e lasciatevi toccare da Cristo” . “Verginità e celibato non diminuiscono in nulla la dignità del matrimonio”, riporta il giornale, commentando: “Questo almeno ha il grande vantaggio di essere chiaro”.


Non condivido niente di quello che dici, ma sarei disposto a dare la vita per difendere il tuo diritto di continuare a dirlo”. VOLTAIRE

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