nov 17 2007
Libertà di informazione in Italia
sabato 17 novembre 2007

Freedom House è un istituto di ricerca americano, finanziato prevalentemente con fondi governativi, che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo.

Freedom House è conosciuta principalmente per i suoi rapporti annuali sul livello di libertà democratiche in ogni paese del mondo. Questi rapporti sono spesso citati nei media.
L'organizzazione, fondata da Wendell Wilkie, Eleanor Roosevelt, George Field, Dorothy Thompson, Herbert Bayard Swope, e altri nel 1941, nata come risposta alla minaccia rappresentata dal Nazismo, ora presenta sé stessa come una chiara voce a favore della democrazia e della libertà nel mondo. Si è vigorosamente opposta alle dittature in America Centrale e in Cile, all'apartheid in Sud Africa, alla repressione della Primavera di Praga, all'invasione sovietica dell'Afghanistan, al genocidio in Bosnia e in Ruanda, e alla brutale violazione dei diritti umani a Cuba, in Birmania, in Cina, e in Iraq.

Freedom House stila anche una classifica degli Stati del mondo in relazione alla libertà di stampa. Secondo il rapporto relativo al 2006 l'Italia occupava il settantanovesimo posto assieme al Botswana, ed era classificata come Paese parzialmente libero sotto questo punto di vista. È l'unica nazione d'Europa occidentale in cui la libertà di stampa non era considerata pienamente libera. Oggi l'Italia sembra riprendere posizioni, assenstandosi al 61mo posto, dietro il Ghana e il Sud Africa.

Sarebbe molto facile citare gli innumerevoli episodi in cui la nostra classe politica ha trovato il tempo e il modo per imbavagliare la stampa e per imporre la linea editoriale ai programmi televisivi più seguiti, arrivando in passato anche a chiuderne alcuni.
Ma sarebbe un torto, perchè si deve considerare anche l'altra faccia della luna, e cioè il fatto che sempre più spesso è la stessa stampa a mostrarsi incline a ossequiare i politici.

La maggior parte delle testate giornalistiche sono possedute da privati ma sono spesso collegate a partiti politici o controllate da grandi gruppi attivi nel settore dei media, che esercitano una qualche influenza editoriale. E' accaduto in passato che i giornalisti abbiano protestato per le crescenti interferenze editoriali e per le pressioni esercitate dagli azionisti sulla redazione dei giornali.
Preoccupazioni per la concentrazione della proprietà dei media sono sorte fin dall'elezione a primo ministro di Silvio Berlusconi, magnate dei media e uomo più ricco d'Italia.

Per quanto riguarda il panorama televisivo, la situazione è ampiamente conosciuta, le leggi ci sono ma non si applicano. Tutti i governi hanno avuto una politica in comune, la difesa dell'esistente a scapito delle nuove emittenti. Citiamo ad esempio il caso Europa 7, che aveva vinto una gara statale per le frequenze nazionali ma non ha MAI potuto trasmettere perchè quelle frequenze erano già occupate da altro canale Tv abusivamente. Europa 7 aveva investito ingentissime risorse finanziarie, ma non ha ottenuto le frequenze che le spettavano di diritto, nonostante una pronuncia a suo favore della Corte Costituzionale. Europa 7 ha dovuto licenziare molti dei suoi dipendenti, perchè non è mai stata messa in condizioni di trasmettere, a livello nazionale, anche se era suo diritto.

Le leggi attuali, quindi, non fanno altro che cristallizzare l'esistente, e non consentono una reale concorrenza come avviene in tutti i paesi democratici, concorrenza che garantirebbe il rispetto del pluralismo dell'informazione, oggi asservita ai potenti di turno al governo.

La libertà di stampa é una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni. Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico. La libertà di stampa, sancita dall'art. 21 della Costituzione, implica che tutte le persone dovrebbero avere il diritto ad esprimersi tramite i loro scritti o in qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali o creatività. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo chiaramente afferma che "Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere".
La libertà di stampa è una vera e propria necessità per ogni società democratica, ed è pacifico che lo sviluppo della democrazia si accompagna allo sviluppo dei media di informazione ed alla loro aumentata libertà di stampa.

Rapporto 2007 per paese

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