apr 29 2009
Abrogato l’emendamento D’Alia
mercoled́ 29 aprile 2009

È stata abrogata la proposta di legge D’Alia presentata qualche tempo fa ed approvata al Senato a larga maggioranza, nota perché  prevedeva la possibilità per il governo di chiudere, su segnalazione della magistratura, i siti o le piattaforme ospitanti contenuti che integrino apologia di reato. Il testo era stato criticato da più parti, e soprattutto era stato preso di mira da tutti gli operatori della rete, compreso i giuristi che in rete hanno siti o blog e quotidianamente usano internet.

L’emendamento D’Alia, secondo Guido Scorza “avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell’applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull’intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell’impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc ed altre piattaforme telematiche”. In buona sostanza si colpiva un intero sito, blog o forum, arrivando a chiuderlo addirittura, su richiesta del governo, e quindi senza controllo della magistratura e senza contraddittorio alcuno, solo perché un singolo individuo aveva inserito in quel sito dei contenuti illeciti.
Nella notte del 29 aprile è stato approvato un emendamento alla proposta D’Alia (a sua volta emendamento di altra legge) con un solo articolo costituito da una sola parola: “sopprimerlo”. Questo emendamento presentato da Cassinelli e Mannucci è stato approvato e ha provocato l’abrogazione del testo D’Alia. Per Cassinelli si tratta di una soluzione che ripristina un fondamentale principio di civiltà giuridica: non era ammissibile che si affidasse al Governo il compito di vigilare sulla commissione di reati on-line.

Adesso l’emendamento Cassinelli dovrà tornare al Senato per una nuova approvazione e potrà a sua volta essere modificato, ma il testo D’Alia non esiste più. Questo è il punto fondamentale, perché un testo vago, censorio e palesemente dettato da ignoranza delle modalità di funzionamento della rete poteva solo creare danno ad internet limitando le libertà della rete.
Vi sono altre proposte di legge tese a limitare la libertà della rete, e con intento censorio, ed altre ve ne saranno in futuro, ma questa abrogazione è importante perché è la diretta conseguenza della pressione realizzata da tante persone che in rete lavorano, vivono e comunicano, compreso molti giuristi, che hanno saputo portare all’attenzione del Parlamento opinioni di rilievo e hanno saputo fare in modo che il Parlamento prestasse particolare attenzione al significato e alle conseguenze di quel testo.

Come rileva Guido Scorza, il tam tam della rete ha fatto sì che la Camera non si distraesse al momento di votare quel testo. E questa partecipazione democratica alla fase legislativa lo consente solo la rete, i media tradizionali non lo avrebbero mai permesso. Ecco perché la rete va difesa!

D’altro canto va dato merito ai parlamentari che si sono preoccupati di lavorare in difesa della rete e di portare all’attenzione del Parlamento le istanze della gente, in primis l’On. Cassinelli.
A questo proposito giova ricordare la nascita del gruppo interparlamentare Intergruppo Parlamentare 2.0, associazione di parlamentari che ha lo scopo di aumentare la conoscenza di internet tra deputati e senatori.

 

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