|
Negli ultimi tempi avrete notato che le borse scendono pesantemente, e questo è in parte, ma non solo, la conseguenza della crisi dei mutui subprime (cioè i mutui concessi a persone ritenute non affidabili), che ha colpito le banche USA.
Ma, purtroppo, non possiamo buttare la croce addosso alle banche USA e al sistema finanziario americano, che pure è corso in tempo ai ripari, grazie al massimo intervento di riduzione dei tassi di interesse che ha impedito un crollo di Wall Street, a differenza delle borse Europee, dato che in Europa, nonostante molti governi lo chiedano a gran voce, la banca europea (BCE) non è intervenuta tagliando adeguatamente i tassi di interesse.
In realtà la differenza tra USA e Europa, forse, è data da un altro elemento. Se da un lato le banche USA hanno avuto i loro problemi con i mutui subprime, le banche europee non sono da meno, anzi…
Se le banche USA hanno detto la verità, chiarendo ampiamente quali erano i loro problemi, senza nascondere nulla (almeno si spera), invece le banche europee sono state zitte, ma non sono certo virtuose, anzi si è poi scoperto che hanno i loro bravi scheletri negli armadi.
La SocGen , uno dei colossi francesi del credito ha dichiarato di aver perso 5 miliardi di euro per colpa di un giovane trader che lavorava per loro. La perplessità deriva dal fatto che la SocGen non è la Parmalat, ma una banca, una delle più importanti, e che, così pare, non aveva controlli adeguati consentendo ad un suo trader di bruciare circa 5 miliardi di euro.
La UBS , la più importante banca svizzera ha dichiarato di aver bruciato in investimenti ad alto rischio un terzo delle riserve accumulate in anni. Anche qui ci si domanda i controlli interni che facevano nel frattempo.
Quindi, se le banche USA hanno commesso degli errore, ma hanno pagato per i loro errori e hanno detto più o meno tutto, quelle europee stanno zitte fin quando non sono costrette ad ammettere, a mezza bocca, i casini che hanno creato.
Sarebbe ora, quindi, che le banche centrali impongano finalmente a queste aziende che ormai hanno dei poteri immensi, delle forme di controllo e di responsabilità realmente validi. Altrimenti rimarremo sempre con banche rette da sconosciuti personaggi che in fondo rischiano solo i soldi dei loro correntisti, tanto loro, protetti da contratti di ferro, alla fine il loro megagalattico stipendio lo prendono sempre. Certo, se fanno bene prendono anche stock options e benefit vari, ma una liquidazione miliardaria non gliela toglierà mai nessuno, anche se lasciano alle spalle solo macerie e famiglie ridotte alla fame.
Il problema dei nostri tempi è che le banche hanno smesso di fare il loro lavoro da tempo, cioè non prestano più denaro, o per lo meno non è più la loro attività principale. Questo perché prestare denaro è attività rischiosa, c’è il rischio che i soldi non tornino più indietro. Allora le banche hanno iniziato a fare altro, cioè a gestire i soldi dei loro correntisti, i soldi dei risparmiatori. E così ogni giorno la tua banca ti consiglia di investire i tuoi soldi in un prodotto finanziario, in una obbligazione (chi ha detto Parmalat ?), in un qualche cosa che ha sempre due caratteristiche essenziali: è difficile da comprendere; la banca ci guadagna sempre.
Gli investimenti, la gestione del risparmio, attraverso fondi comuni per lo più, è attività non rischiosa, perché i soldi sono dei risparmiatori, e le banche ci guadagnano sempre. Se la loro gestione si rivela fallimentare, loro comunque incassano laute commissioni di negoziazione. Sono i cittadini che ci rimettetono i soldi.
La verità è che col risparmio gestito i risparmiatori ci perdono, le banche invece ci guadagnano sempre. Questo lo dicono i dati, ce lo dice Beppe SCIENZA , un esperto di risparmio ed investimenti , ma soprattutto ce lo dice MEDIOBANCA , che nella sua relazione annuale sui fondi comuni , asserisce che i costi di gestione rimangono elevati, la banche movimentano eccessivamente gli investimenti (ogni movimento genera commissioni, quindi guadagni per la banca, mentre in assenza di movimenti la banca guadagna poco), ma soprattutto “l’ottica di lungo periodo conferma il livello insoddisfacente dei rendimenti cumulati quando raffrontati con il tasso risk free (Bot a 12 mesi); la distruzione di valore si è arrestata nel 2003, ma i valori positivi accumulati a partire da tale anno (23 miliardi) sono di gran lunga inferiori alla perdita del 2002 (43 miliardi). Su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo la stima della distruzione di valore varia tra 18 (ultimi 5 anni) e 91 miliardi di euro (ultimi 7 anni); il bilancio peggiorerebbe se si considerasse anche il rischio insito in questo tipo di investimento”.
Inoltre, “il rendimento dei fondi si conferma ancora insoddisfacente rispetto a quello degli impieghi alternativi; il confronto con il tasso risk-free è positivo nel singolo anno 2006, ma significativamente negativo nel medio-lungo termine: negli ultimi 5 anni un impiego in BOT avrebbe reso 0,8 punti annui in più senza tener conto del maggiore rischio insito nei fondi. La performance degli azionari nel 2006 (8,6%) è di poco superiore all’indice azionario mondiale (7,5%) e assai lontana da quella della borsa italiana”. Questo ultimo elemento è significativo. I fondi azionari, che investono in azioni, hanno un rendimento decisamente inferiore a quello che si avrebbe investendo nell’indice azionario della borsa italiana. Un ulteriore elemento a conferma della inaffidabilità dei fondi comuni gestiti dalle banche.
In conclusione “dalla loro nascita ad oggi i fondi italiani hanno fruttato agli investitori un rendimento medio annuo del 6,7%, inferiore a quello dei Bot a 12 mesi (7,2%) di 0,5 punti, nonostante la più elevata componente di rischio”.
Quindi, MEDIOBANCA ha fatto un raffronto non con un “portafoglio” (la cui selezione richiede una consulenza) ma con i semplicissimi BOT a 12 mesi, rinnovati ad ogni inizio anno (la logica più elementare per un impiego privo di rischio) rispetto ai quali i fondi sono risultanti decisamente perdenti.
Cita quest'articolo sul tuo sitoPer creare un link verso quest'articolo sul tuo sito, copia e incolla il testo qui sotto nella tua pagine.
Visualizzazione del link :
|