|
Il linking è quella funzione che consente al gestore di un sito di rinviare a risorse esterne al sito stesso, un comando che, se attivato col mouse, apre la pagina corrispondente di un altro sito.
In relazione all’uso di questa funzione sorgono delle problematiche col diritto d’autore, in particolare relative alla tutela degli interessi del titolare del sito linkato.
Un primo aspetto riguarda la predisposizione grafica del link, che può assumere diverse forme, anche la forma di un marchio altrui. L’uso nel proprio sito di un marchio registrato da altri, anche come icona cliccabile, in genere è consentito quando tale uso risponda ad una funzione distintiva o descrittiva del prodotto o servizio legati al marchio medesimo. È invece vietato l’uso di un marchio quando vi è l’intento di ingannare e sviare la clientela, oppure un intento di accaparramento e sfruttamento della notorietà altrui.
In relazione al tipo di link si suole differenziare il rinvio alla pagina principale (home page) di un sito, anche detto surface linking, dal collegamento a pagine interne del sito. In questo caso si parla di deep linking. Vi è poi il framing, che consiste nel visualizzare pagine appartenenti ad altro sito, all’interno del proprio sito, predisponendone una cornice grafica che faccia pensare a quei contenuti come facenti parte del proprio sito, anche in relazione all’indirizzo web che non muta.
Il surface linking è un’attività propria della rete, e quindi ampiamente consentita essendo di fatto una tecnica di navigazione, salva la possibilità di una revoca espressa resa conoscibile attraverso un disclaimer (clausola di esonero di responsabilità), nel caso in cui il sito richiamato non condivida le idee del richiamante, come può accadere, ad esempio, per un sito religioso richiamato da un sito con contenuti pornografici. Quindi si è ritenuto che l’associazione di un link ad un contenuto può determinare una violazione dei diritti morali del’autore in presenza di un pregiudizio, da dimostrare, causato da tale associazione.
Ovviamente non serve alcuna autorizzazione per il surface linking, anche se sarebbe buona norma informare il titolare del sito dell’inserimento del link.
Il deep linking è stato oggetto di provvedimenti giudiziali, anche a livello comunitario. Si è sancito il principio che è illecito il link che non renda riconoscibile il trasferimento dal proprio sito al sito linkato. Così il framing può essere considerato illecito in assenza di autorizzazione, se non è evidente che si tratta di contenuti esterni. In questo caso ci si appropria del lavoro e dello sforzo finanziario altrui, senza alcun riconoscimento e senza autorizzazione. Ovviamente quando si hanno dei contenuti già predisposti per l’incorporazione in altro sito (il cosiddetto codice EMBED), si può ritenere sussistente un’autorizzazione implicita al framing.
Si è ancora stabilito che è lecito il linking a pagine interne ove sia riconoscibile il cambio di sito (ad esempio predisponendo l’apertura di una nuova finestra del browser), e che non sussiste danno risarcibile nell’aggiramento della home page, anche se tale aggiramento evita la visualizzazione dei banner predisposti, ad esempio, solo nella home page del sito linkato. Si è infatti detto che il mancato guadagno dipende dalla mancata predisposizione di banner pubblicitari nelle pagine interne (evidentemente più interessanti in relazione ai loro contenuti) e nella mancata utilizzazione di tecniche di blocco dell’accesso a pagine interne.
Ulteriore problematica che si pone è quella relativa al linking a siti contenenti materiali illeciti per violazione del diritto d’autore, del buon costume o di altre norme di legge. In questo caso si deve considerare la conoscibilità dei contenuti illegali da parte del gestore del sito che linka. Non è infatti previsto un obbligo di controllo continuo e generalizzato, controllo che tra l’altro sarebbe difficile da realizzare con continuità. Ovviamente in caso di framing i contenuti sono considerati conosciuti, e quindi trattati come fossero parte del sito richiamante. In questo caso il gestore del sito richiamante ha responsabilità diretta in relazione ai contenuti illeciti.
I feed RSS sono una tecnica particolare di linking, una sorta di rappresentazione ridotta dei contenuti di un sito messa liberamente a disposizione degli interessati perché possano consultare tali contenuti nel modo più semplice possibile verificando se vi sono aggiornamenti. Si tratta di contenuti che non rientrano negli atti di riproduzione tecnica permessi dalla legge. In genere si sostiene che l’autore può inibire la divulgazione dei feed, se non vuole che questi siano usati, ma ciò comporterebbe impedirne la divulgazione in tutti i contesti, laddove l’autore potrebbe essere interessato solo a limitarne la divulgazione ad alcuni particolari contesti, o siti. Si è quindi applicata la regola relativa al linking, in base alla quale se si crea un pregiudizio per l’associazione del feed a particolari contenuti, è lecito ottenere l’eliminazione della suddetta associazione e, per esempio, impedire l’uso del feed ad aggregatori di notizie. In assenza della prova che l’aggregazione del contenuto in quel determinato contesto nuocia alla reputazione dell’autore del contenuto linkato, anche per divergenza di idee e di opinioni, tale richiesta non può essere accolta.
Cita quest'articolo sul tuo sitoPer creare un link verso quest'articolo sul tuo sito, copia e incolla il testo qui sotto nella tua pagine.
Visualizzazione del link :
|