Ebbene sì, pare che anche il Wi-Max (Worldwide interoperability for microwave access) farà la fine di tutte quelle tecnologie che lo hanno preceduto, cioè finire in mano ai soliti noti e arricchire solo le stesse tasche, a scapito degli italiani.
Il Wi-Max, per chi non lo sa è l’ultima tecnologia immessa sul mercato per connettere le persone ad internet, però invece di usare cavi, come l’ADSL o la fibra ottica, col Wi-Max si usano connessioni via etere, cioè senza fili. Come l’UMTS, l’HSDPA, per intenderci, cioè come accade con le connessioni tramite cellulare. Solo che, mentre una connessione cellulare ha bisogno di una antenna in prossimità, il Wi-Max ha un raggio d’azione di circa 50 km (teorici). Ecco quindi che il Wi-Ma poteva essere la panacea di tutti i mali dell’internet nostrana che, in mano per lo più ai capricci di mamma Telecom, raggiunge gli italiani a macchia di leopardo. Alcune zone sono connesse, in altre zone non c’è verso di avere ADSL, e la Telecom, pare, non si precipita a preparare il terreno per connettere i cittadini nelle zone non coperte.
Il Wi-Max avrebbe potuto risolvere il problema, perché stendere cavi è costoso, soprattutto perché si devono aprire strade, e la soluzione via etere sarebbe stata la cosa migliore.
Ma accade che, come sempre in Italia, qualcosa non va.
Il ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, ha finalmente varato il bando di gara per l’assegnazione delle frequenze, ma già due ricorsi sono stati presentati contro questo provvedimento.
La MGM Production, che ha già una licenza Wi-Max in Germania, insieme ad Altroconsumo, ha presentato un ricorso al TAR perché ritiene che nel bando venga data priorità all’esistente , in particolare ai gestori di telefonia mobile già attivi, che così possono ottenere ulteriore spazi (e ulteriori guadagni aggiungiamo!). Secondo Altroconsumo il provvedimento del ministro favorirebbe Telecom, Vodafone, Wind e H3G, consentendo loro di acquisire due su tre frequenze disponibili per il Wi-Max per ciascuna area geografica. Ciò comporterebbe, continua Altroconsumo, una forte limitazione ai nuovi soggetti ad entrare nel mercato del Wi-Max e delle comunicazioni a banda larga.
C’è da aggiungere che anche molti Comuni si sono espressi contro il provvedimento di cui sopra, i quali, notoriamente con scarse risorse finanziarie, si troverebbero a dover concorrere con gli operatori telefonici anche solo per creare una rete cittadina wireless a banda larga da offrire ai cittadini. Questo anche perché non vi è alcuna asta provinciale, ma solo aste per regione.
Infine, tanto per completare il quadro, nel bando di gara non si parla affatto dello standard in grado di utilizzare il Wi-Max anche in mobilità, quindi si eliminerebbe in nuce la possibilità da parte del Wi-Max di fare concorrenza alla rete UMTS e HSDPA che consente connessioni anche in movimento.
Che dire ? Ancora una volta ci sembra che si sia voluto privilegiare le società che già sono sul mercato italiano e impedire una vera e propria concorrenza, che consentirebbe ovvii vantaggi per i cittadini, primo tra tutti, prezzi più bassi.
E’ notorio, infatti, che alcuni fornitori di connessione ADSL, che operano anche all’estero, a parità di velocità fanno pagare la medesima connessione di più in Italia che all’estero.
Comunque vadano i ricorsi al TAR, il Wi-Max lo vedremo con molto ritardo, mentre negli altri paesi è già una realtà vincente.
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