800x6001024x768Auto Width
Home
Menu principale
Home
Rassegna stampa
Cerca nel sito
Notizie
Ambiente
Attualità e Politica
Arte e Cultura
Computer e Tecnologia
Diritto e Giustizia
Economia e Finanza
Energia
Internet e Web
Salute e Medicina
Società e Iniziative sociali
Vota il sito

mag 04 2008
Web Journalism PDF Stampa E-mail
(3 voti)
domenica 04 maggio 2008
Uno dei settori nei quali internet, il web, ha prodotto uno scossone maggiore, è quello del giornalismo, mutando radicalmente in pochi anni quel mondo, sia nelle forme, che nei contenuti, che, soprattutto, nei protagonisti.
Prima, per diventare giornalista si doveva seguire un determinato percorso di formazione, iscriversi ad un albo professionale, passare attraverso una gavetta costituita da diversi passaggi ed anche gradi di raccomandazioni. Il mondo del giornalismo era, in un certo senso, un mondo chiuso, impermeabile ad influssi esterni, ad accesso limitato.
Come editore, poi, era anche più difficile crearsi uno spazio, poiché l’editore necessitava di ingenti quantità di soldi e necessarie doti diplomatiche, al fine di ritagliarsi un posto in un settore rigidamente controllato da pochi soggetti in regime di monopolio di fatto (nel campo televisivo è evidente questa caratteristica).
Oggi, per il giornalismo è caduto il muro, e il vento di internet sta entrando velocemente e con capillarità in queste stanze oscure e buie, per smuovere la polvere.

Strumenti come i blog, i forum, internet in generale, hanno scosso dalle fondamenta questo delicatissimo settore imbalsamato e controllato da poche grandi multinazionali, le quali sono state costrette a reagire per difendere il loro monopolio. Talvolta cercando di adeguarsi alla mutata situazione, tal’altra cercando di far approvare leggi che pongano paletti all’ingresso di nuovi protagonisti nel settore dell’informazione (classico caso può essere considerata la legge in via di approvazione che prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro tenuto dell’Autorità delle Comunicazioni, deve produrre dei certificati, pagare un bollo, ecc…).
Con le nuove tecnologie, infatti, chiunque, aprendo un sito, un blog, un forum, può partecipare a dibattiti politici e non solo, chiunque può dire la sua opinione raggiungendo in poco tempo centinaia o migliaia di persone, chiunque può fare informazione partecipando a quel fenomeno definito come Citizen Journalism.

Le notizie oggi si propagano in rete con velocità impensabili, si pensi a Google che, attraverso il suo servizio News, offre un’edicola personalizzata che vi porta su una sola pagina web tutte le notizie dei principali siti web d’informazione. I vecchi monopolisti non vedono di buon occhio tutto ciò, infatti Google è stata accusata in qualche caso di violare il diritto d’autore, anche se Google non fa altro che mostrare i titoli e le prime righe delle notizie.
Ma non sono solo le web company come Google o Yahoo a fare concorrenza ai tradizionali fornitori di informazione, ma l’attacco più insidioso viene dal basso, dai semplici cittadini, dai blog che nascono a migliaia ogni giorno, dai forum, dai siti web, grazie alla facilità di accesso alla rete e ai suoi servizi, primo tra tutti la semplicità di apertura di un sito web.

Il caso più eclatante si può considerare la coreana OhMyNews, che utilizza i semplici cittadini come fornitori di notizie, collaboratori, e poi uno staff di 40 persone sceglie i pezzi da pubblicare. I collaboratori vengono pagati, fino a 20 dollari ad articolo, ma ricevono anche delle mance dai lettori, che così possono manifestare il proprio apprezzamento agli articolisti. Un articolo è giunto ad ottenere addirittura 30.000 dollari in mance !

I cittadini, da semplici consumatori di notizie, si sono trasformati in fornitori di notizie, chiunque può pubblicare notizie, opinioni, commenti, reportage. Talvolta forniti di una fotocamera digitale i cittadini aggiungono foto o video, forti del fatto che in genere sul luogo della notizia ci arrivano per primi i cittadini, anzi sono già sul posto (come nel caso dello Tsunami o degli attentati alla metropolitana di Londra, dove furono foto di persone semplici a documentare i fatti).
I grandi giornali hanno sfoggiato in genere uno sdegnato senso di superiorità, all’insegna del “siamo noi i professionisti”, ma poi si sono in parte adeguati, fornendo ai cittadini piattaforme per inserire notizie, ma all’interno dei propri siti, loro mettono la forma, i cittadini la sostanza, cioè i contenuti.
I quotidiani tradizionali ritengono di essere superiori a quelli creati online dai cittadini perché i loro articoli subiscono un filtro costituito da scrittori professionisti, giornalisti competenti e avvocati costosi. Ma casi come quello di OhMyNews dimostrano che l’influenza e la correttezza non devono necessariamente passare attraverso la professione, su centinaia di migliaia di articoli pubblicati, solo due storie fino ad ora si sono rivelate inventate. E, invece, sappiamo bene che anche sui giornali capita talvolta che degli articoli riguardino storie inventate o palesemente strumentalizzate.

 

Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss:
:D:pinch::(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo:
:huh::whistle:;):s:!::?::idea::arrow:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."




salva l'articolo sul tuo social bookmarking preferito
Salva articolo su SalvaSiti.com!Figo: lo DIGO!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Live!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >
Più commentate
Advertisement