800x6001024x768Auto Width
Home
Menu principale
Home
Rassegna stampa
Cerca nel sito
Notizie
Ambiente
Attualità e Politica
Arte e Cultura
Computer e Tecnologia
Diritto e Giustizia
Economia e Finanza
Energia
Internet e Web
Salute e Medicina
Società e Iniziative sociali
Vota il sito

mar 23 2008
V2Day PDF Stampa E-mail
(3 voti)
domenica 23 marzo 2008

Beppe Grillo sta preparando un altro V-Day per il 25 aprile . Dopo il successo di pubblico del primo, stavolta il popolare comico se la prende con l’informazione italiana, malata e succube del potere politico, quell’informazione che non informa ma cerca di convincere la gente che tutto va bene e che i politici che abbiamo sono i migliori, quell’informazione che si mantiene solo grazie al finanziamento pubblico, cioè allo Stato (quindi i politici) che interviene pesantemente a favore dei giornali. In Italia i giornali non si sostengono grazie alle vendite, nessuno lo fa. Tutti, invece, indistintamente, prendono finanziamenti statali, anche i giornali più importanti, più letti, prendono soldi dallo Stato, come la Repubblica o il Corriere della Sera, e perfino i periodici (la Mondadori ad esempio).

A noi cittadini questo finanziamento costa quasi un miliardo l’anno, ma soprattutto la cosa che più indigna è che nonostante il fatto siamo noi cittadini a pagare i giornali, tutti, anche quelli che non leggiamo e non leggeremo mai, ai giornali di noi cittadini non interessa davvero nulla. I soldi sono pubblici, ma l’informazione la mettono i partiti ed i politici, a noi non arriva mai l’informazione che noi vorremmo, quella che informa sul serio, quella che ti dice le cose come stanno, che ti dice la verità e che ti pone nelle condizioni di capire come funziona il nostro paese e se è governato bene o male. Del resto non c’è da meravigliarsi, visto la quantità di soldi pubblici che vanno a questi giornali, che è proporzionale alle vendite, o alle distribuzioni. Così gli editori privati fanno sì che i loro giornali diventino veri e propri giornali di partito , diciamo che i giornali “ringraziano” chi li paga !

L’informazione ormai in televisione e sui giornali è completamente sparita, si parla solo di quello che vogliono i governanti, e spesso non si parla di nulla. Alcuni pseudo-telegiornali danno come notizia chi ha vinto il grande fratello, ma delle vere notizie non se ne ha traccia alcuna.
Quando esce raramente qualche vera notizia, che interessi l’opinione pubblica, è solo per attaccare l’altra parte politica, e quindi è pesantemente strumentalizzata, e in alcuni casi (vedi caso Telecom-Serbia) è addirittura inventata di sana pianta, ma alla fine le smentite non le legge nessuno, e del resto le false notizie nel frattempo hanno già raggiunto il loro scopo, infangare l’avversario politico. Purtroppo accade che nessuno paghi mai, o quasi, per quello che accade, e così il giornalismo in Italia lentamente muore. In televisione, poi, ci vanno sempre più politici che ci parlano di tutto, tranne delle cose importanti. Ci dicono cosa pensano, le loro opinioni, sono sempre lì a pavoneggiarsi e a farsi pubblicità, anche in considerazione del fatto che siamo in una continua e costante campagna elettorale. Negli altri paesi i politici vanno poco in televisione, del resto a che scopo intervistare un politico su tutte le questioni ? Un politico può sapere qualcosa in qualche campo specifico, ma non potrà mai sapere tutto di tutto. Eppure i politici italiani parlano sempre e di tutto.
Di questo passo ci ritroveremo in una dittatura, senza nemmeno saperlo, perché finché ci diranno che tutto va bene, noi, forse, ci crederemo anche.

L’ultima notazione va ad internet, la rete, questo luogo virtuale dove tanti scrivono, danno le loro opinioni sui fatti, qui dove ogni anno nascono migliaia o milioni di blog, siti, forum, dove la gente può dire la sua, a differenza di una televisione oppure di un giornale dove puoi solo leggere, e casomai roderti il fegato, ma mai dire la tua. In televisione dicono una cosa e nessuno, se non sta lì, in quella scatola, può smentirla, qui in rete invece in pochi minuti una fesseria viene disvelata e criticata pesantemente, e si sono rovinate le reputazioni di coloro che mentono, come il caso di un ex ministro che è stato costretto a chiudere il suo blog per le troppe bugie e fesserie postatevi.
Qui in rete si respira ancora un’aria diversa, più libera, più positiva, perché c’è ancora un minimo di democrazia, intesa come partecipazione alla vita politica dei cittadini, dove ciò nella vita reale non accade più, specie adesso che noi cittadini, con la attuale legge elettorale (definita una porcata dal suo stesso creatore !), non possiamo nemmeno più sceglierci il nostro candidato, lo scelgono direttamente loro, i politici nelle loro chiuse segreterie di partito. Non sia mai che ci fosse concesso di scegliere qualcosa, noi cittadini dobbiamo solo pagare !!!!
Ma anche qui, in internet, si vedono le prime avvisaglie di “normalizzazione”, le recenti leggi hanno provato più volte a mettere il bavaglio alla rete, ai blog, ai siti, cercando di imporne la registrazione, di stabilirne forme di controllo (casomai chiedendo l’iscrizione del blogger all’albo dei giornalisti ; basta vedere i giornalisti in televisione come si comportano per capire quanto è inutile l’albo dei giornalisti !!!!), oppure attuando un controllo indiretto. Spesso mi chiedo cosa si nasconde realmente in quel furore iconoclastico che si riversa contro la pedofilia on line, contro i programmi piratati, e mi chiedo perché per aver copiato una canzone in rete si deve rischiare fino a 4 anni di carcere, mi chiedo il perché di pene spropositate a fronte di reati (semmai lo fossero) tanto modesti, mentre nel frattempo si riducono le pene per la corruzione e il falso in bilancio che sono reati capaci di mettere sulla strada migliaia di famiglia (caso bond argentini e bond Parmalat).
Di recente in Francia si è proposto di imporre ai provider che consentono l’accesso a internet un filtraggio dei contenuti che transitano sulle loro linee, così con la scusa di controllare se sto piratando l’ultima canzone di Madonna, forse, e dico forse, potranno controllare se parlo male dell’attuale governo, se dico la mia sulla situazione politica, se contraddico le fesserie dette dai politici.
Visto che i giornalisti questo non lo fanno più, hanno smesso di fare domande ai politici per porgergli le battute scherzose, semmai noi cittadini comuni non potessimo nemmeno dire la nostra in rete…. allora forse ci sarà davvero da preoccuparsi, seriamente !

V2Day.png

Il finanziamento pubblico ai giornali privati:
video1 (Report) 
video2 (Report)

L’indipendenza dell’AgCom

L’opinione di Peter Gomez

L’opinione di Giulietti

Travaglio e l’informazione in Italia

Il parere di Dario Fò

Intervista a Ferruccio Pinotti (scrittore)

Come funziona l’informazione in Italia

L’Italia vista dall’estero (estratto – mai trasmesso in Italia)

Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss:
:D:pinch::(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo:
:huh::whistle:;):s:!::?::idea::arrow:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."




salva l'articolo sul tuo social bookmarking preferito
Salva articolo su SalvaSiti.com!Figo: lo DIGO!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Digg!Del.icio.us!Google!Live!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >
Più commentate
Advertisement