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In relazione ai condoni realizzati da Tremonti tra il 2001 e il 2006, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per il condono IVA del 2002. La motivazione è: “richiedendo il pagamento di un’imposta assai modesto rispetto a quello effettivamente dovuto, la misura in questione ha consentito ai soggetti interessati di sottrarsi agli obblighi ad essi incombenti. Ciò rimette in discussione la responsabilità che grava su ogni Stato membro di garantire l’esatta riscossione dell’imposta. Per questa ragione la Corte di chiara che la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti…”.
La norma prevedeva che coloro che avevano evaso l'Iva tra il 1998 e il 2001 potevano presentare una dichiarazione e pagare una somma forfettaria, evitando così di essere perseguiti o sottoposti ad accertamenti. La Corte ha stabilito, invece, che gli Stati devono garantire una riscossione effettiva delle entrate senza realizzare differenze di trattamento tra i contribuenti. Nel caso specifico, invece, secondo la Corte Europea, la misura in questione, introdotta appena dopo la scadenza dei termini entro cui i soggetti passivi avrebbero dovuto pagare l’Iva e implicante il pagamento di un importo assai modesto rispetto a quello effettivamente dovuto, ha consentito ai soggetti passivi di sottrarsi definitivamente agli obblighi in materia di IVA, perfino quando le autorità fiscali nazionali avrebbero potuto individuare le irregolarità, realizzando inoltre una marcata differenza con i cittadini che invece hanno pagato regolarmente le tasse. Infatti, attraverso il meccanismo realizzato non si pagava nessuna ‘multa’, anzi c’era l’estinzione delle sanzioni amministrative tributarie, l’esclusione dell’applicazione al contribuente di sanzioni penali e come se non bastasse l’esclusione di ogni accertamento tributario, anche se fino al doppio dell’importo Iva che risultava nella dichiarazione integrativa riguardo a questa procedura.
Insomma, un vantaggio per coloro che hanno violato la legge, mentre i cittadini onesti sono stati sostanzialmente puniti.
Secondo le cifre fornite dall’Italia, questa “quasi esenzione” avrebbe coinvolto circa il 15% dei soggetti passivi, ovvero oltre 800.000 persone !
Il problema che sorge adesso e che l'Italia ha concesso un'immunità che non poteva concedere e ora è troppo tardi per tornare a bussare alle porte dei contribuenti, come hanno osservato a Bruxelles. Potrebbe, quindi, accadere che coloro che hanno usufruito del condono chiedano la restituzione di quanto pagato, per gli onesti oltre al danno anche la beffa. Inoltre, potrebbero avviarsi anche cause per discriminazione contro lo Stato italiano da parte dei contribuenti onesti.
Tremonti si è limitato a dire che per il futuro c’è un esplicito impegno del governo ad evitare nuovi condoni.
All’epoca il ministro Tremonti, con la scusa di invogliare gli evasori a pagare almeno un po’ di tasse si inventò queste misure una tantum in attesa di un mutamento della situazione congiunturale. Il ministro, infatti, vedeva allora come adesso una situazione economica globale non consona per una ripresa economica dell’Italia. La situazione congiunturale non mutò e Tremonti consegnò al governo successivo un’economia a crescita zero, un deficit del 4.6 del Pil, l’Italia sotto inchiesta da parte della CE per varie infrazioni in materia economica. Padoa-Schioppa e Visco raddrizzarono l’economia senza nuove tasse, risolvendo quella catastrofe tremontiana. Adesso sembra che il copione si ripeta, in quanto sostiene che è la situazione internazionale è la più grave dal 1929. Quando il vecchio governo sosteneva di non poter ridurre le tasse, era un continuo attacco a tale posizione, ma adesso che Tremonti è al governo, la situazione non è mutata. Anzi, mentre il vecchio governo aveva sostenuto di poter eventualmente ridurre le tasse verso la fine della legislatura, Tremonti presenta il DPEF nel quale sta scritto che non ci sarà alcuna riduzione di tasse per tutta la legislatura (cioè fino al 2013), tasse ferme allo stesso livello del precedente governo (43%).
La domanda è ovvia, se la situazione è così grave, come mai si mette mano a provvedimenti come l’abolizione dell’ICI (in realtà i soldi per l’ICI vengono restituiti ai Comuni da altre fonti), oppure si continua a foraggiare Alitalia ?
Adesso la Comunità Europea attende di vedere quali misure il governo italiano preparerà per sanare la situazione, considerando anche che rimane in piedi un altro ricorso contro l'Italia per l'estensione del condono Iva concesso nel 2004 relativamente al 2002, condono al quale aderirono circa 162 mila contribuenti che complessivamente, per cancellare per sempre i loro peccati fiscali, versarono all'erario circa 1,6 miliardi di euro.
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