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ago 25 2007
Sacco e Vanzetti PDF Stampa E-mail
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sabato 25 agosto 2007

Nicola Sacco, nato a Torremaggiore (Foggia) e Bartolomeo Vanzetti, nato a Villafalletto (Cuneo), furono due italiani che emigrarono negli Stati Uniti per cercare fortuna. Toccarono con mano che significava essere immigrati nella "Terra Promessa", non si aspettavano di certo di essere trattati come come animali. Riuscirono comunque a trovare un lavoro decente. Sacco faceva il ciabattino e Vanzetti aveva un negozio di pesce. 

Vennero arrestati e processati con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia.
Il loro processo fu costellato di incomprensioni e di pregiudizi nei confronti degli immigrati Italiani che all'epoca era considerati come feccia e messi ai margini della società americana.

Alla fine del processo furono ritenuti colpevoli e condannati a morte, ma sulla loro colpevolezza vi furono grandissimi dubbi, e nemmeno la confessione di un detenuto portoricano che scagionava i due, valse a nulla. Durante il processo il giudice ebbe a definirli due "anarchici bastardi". Tutto il processo e il clima attorno al processo medesimo era imbevuto di pregiudizi nati dall'odio verso il comunismo, dal clima di caccia alle streghe che arroventava la politica americana di quegli anni.
Alla notizia del verdetto si tenne una manifestazione davanti al palazzo del governo che durò vari giorni, il corteo di manifestanti fu accolto dalle mitragliatrici della guardia nazionale.
La sentenza e la conseguente esecuzione attirò proteste in tutto il mondo e sulla corte accuse pesantissime di faziosità per motivi politici e razziali. La richiesta di un nuovo processo non venne mai accolta

Furono giustiziati il 23 agosto del 1927.

Nel 1977, a 50 anni dalla loro morte, il governatore del Massachusetts riconobbe ufficialmente gli errori commessi durante il processo farsa e li riabilitò completamente.

Non fu un errore di giudizio, lo disse anche lo stesso Vanzetti durante quel memorabile discorso al giudice Thayer, il 19 aprile 1927, a Dedham, Massachusetts:

«Ho da dire che sono innocente. In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ammazzato, non ho mai versato sangue umano, io. Ho combattuto per eliminare il delitto. Primo fra tutti: lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo. E se c’è una ragione per la quale sono qui è questa, e nessun’altra. Una frase, una frase signor Katzmann, mi torna sempre alla mente: “Lei signor Vanzetti, è venuto qui nel paese di Bengodi per arricchire”. Una frase che mi dà allegria. Io non ho mai pensato di arricchire. Non è questa la ragione per cui sto soffrendo e pagando. Sto soffrendo e pagando per colpe che effettivamente ho commesso. Sto soffrendo e pagando perché sono anarchico... e io sono anarchico. Perché sono italiano… e io sono italiano. Ma sono così convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e io per due volte potessi rinascere, rivivrei per fare esattamente le stesse cose che ho fatto. Nicola Sacco… il mio compagno Nicola! Sì, può darsi che a parlare io vada meglio di lui. Ma quante volte, quante volte, guardandolo, pensando a lui, a quest’uomo che voi giudicate ladro e assassino, e che ammazzerete, quando le sue ossa signor Thayer non saranno che polvere, e i vostri nomi, le vostre istituzioni non saranno che il ricordo di un passato maledetto, il suo nome, il nome di Nicola Sacco, sarà ancora vivo nel cuore della gente. (Rivolgendosi a Sacco). Noi dobbiamo ringraziarli. Senza di loro noi saremmo morti come due poveri sfruttati. (Rivolgendosi alla giuria). Un buon calzolaio, un bravo pescivendolo, e mai in tutta la nostra vita avremmo potuto sperare di fare tanto in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione fra gli uomini. Voi avete dato un senso alla vita di due poveri sfruttati!»


Li uccisero perchè lottavano per i propri diritti e per la giustizia. Li uccisero perchè immigrati italiani. Li uccisero senza rendersi conto che li stavano consacrando alla storia. Così come furono consacrati alla storia tanti altri italiani.

Oggi nessuno si ricorda più di loro.

 

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

Vi rendo omaggio Nicola e Bart
Per sempre riposate qui nei nostri cuori
Il momento estremo e finale è vostro
Quell'agonia è il vostro trionfo!


Riferimenti:
articolo dell'Unità
fondazione italiani
torremaggiore.com

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