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Secondo Vespa internet è un mondo spaventoso, un mondo dove i bambini possono vedere di tutto, senza alcun filtro, un mondo pieno di violenza. Ma non è solo l’opinione di uno che, per sua stessa ammissione, internet non la conosce, che internet sia “pericoloso” lo dicono in molti: “internet è il regno della pedofilia”, “su internet si rischia di cadere nelle truffe”, c’è il phishing, c’è violenza, c’è pedofilia….. Internet è il male !
Secondo la Graziottin molti giovani “esistono” in quanto sono su internet, internet è il loro mondo. E, in particolare, quello che li attrae è il sesso. I giovani userebbero il loro sito internet per una esposizione provocatoria poiché il provocare attrae e loro esisterebbero in quanto in questo modo ottengono il consenso di un certo tipo di adolescenti.
Secondo Meluzzi oggi è il concetto di visibilità ad essere importante, visibilità intesa, però, come l’essere visti, l’essere presenti, l’essere qualcuno. Vespa si chiede “perché questi ragazzi hanno bisogno dei blog ?”.
Il leit motiv degli ultimi anni è il solito: “internet, ovvero il male assoluto”, internet è il luogo dove i giovani si perdono definitivamente, e che i genitori devono combattere, controllare, chiudere se è il caso, per salvare il corpo e l’anima degli adorati figli.
C’è un continuo attacco ad internet, internet è difficile (serve saper usare un computer, un sistema operativo, ci sono i virus, il phishing, le truffe), internet è pericoloso, è per il porno, in internet i ragazzi possono vedere tutto quello che vogliono (al limite possono anche decidere di non vedere quelle fesserie che passano per la TV, pensate che bello !), in internet ci vanno gli asociali, le persone strane, non quelle normali, internet è inaffidabile (i server cadono, rischi di perdere i tuoi dati !), internet è virtuale (non esiste). Oggi si dice di internet che consente di comunicare con persone che vivono in un altro continente, con persone estranee, è questo che fa paura. Nell’ ‘800 si diceva la stessa cosa delle ferrovie !
Internet non isola certamente, anzi amplifica in maniera esponenziale i contatti, consente di comunicare velocemente anche con i parenti al di là del mare, quelli che non si sentono mai per non pagare delle bollette astronomiche, consente di comunicare con persone nuove, mai viste né conosciute, e di confrontarsi con loro, ottenendo nuovi punti di vista, nuove prospettive, nuove idee ed opinioni, cosa che certamente è positivo e consente una crescita di tutti noi, educandoci alla tolleranza verso gli altri. Nel ‘600 si diceva anche dei libri che isolavano le persone, in genere lo si dice di tutte le nuove tecnologie, perché ci spaventano.
Internet è un mezzo, una tecnologia, è come tutte le tecnologie non è né il bene né il male, internet è come una macchina, c’è chi (la maggior parte delle persone) la usa per viaggiare e per lavorare, e chi (pochi e rari casi) la usa per ammazzare un passante o per andare a rapinare una banca. Avete mai sentito da qualche politico che è necessario impedire la costruzione di nuove auto ? No ! In genere al massimo si revoca la patente a chi investe un passante, oppure lo si arresta e condanna, ma non si dirà mai che la colpa è della macchina. Eppure, le auto costano alla nostra società milioni di vite umane, certamente molte di più di quelle che può costare internet, ammesso che qualcuno sia mai morto per internet.
In genere si pone sempre l’accento, in relazione ad episodi di violenza, sull’aspetto legato ad internet. Se un omicida aveva un sito web, allora la colpa è di internet, se navigava in internet allora la colpa è di internet, se andava in chat, allora la colpa è di internet, se due giorni prima di sparare ad una persona è andato in internet, allora la colpa è di internet ! Nessuno riesce è capire che quello è un omicida ?
Internet rispecchia la vita reale, perché ne è un complemento, come la macchina, come l’aereo, come il telefono, solo che essendo una tecnologia più nuova di quelle citate, porta con sé dei cambiamenti maggiori. Siamo noi che facciamo internet, non “altri”, siamo noi che usiamo questa tecnologia come usiamo la lavatrice. Ma internet è di più perché consente nuove forme di comunicazione prima impensabili, avanzate, globali. Internet è un elettrodomestico come tanti, ma un elettrodomestico sociale.
Secondo dei luoghi comuni molto duri a morire internet sarebbe l’origine di una “sessualità precocissima”, addirittura i giovani si aprirebbero siti per giungere ad un percorso di prostituzione minorile, di anarchia. La realtà è ben diversa. Moltissimi giovani aprono siti e blog per discutere tra loro, per scambiarsi opinioni, oppure, perché no ?, saluti e messaggi tra coetanei distanti. Come una volta questo lo si faceva con le lettere, poi col telefono, adesso lo si fa con internet, solo che consente comunicazioni più veloci e complete, permettendo l’aggiunta di video-lettere, permettendo di parlarsi in tempo reale (chat). Una semplice evoluzione delle tecnologie passate. Come non hanno portato alla prostituzione le lettere scritte, ci si può ragionevolmente aspettare che non lo faccia internet, a meno che, ovvio, il ragazzo in questione abbia dei gravi problemi psicologici.
Ma questo vale per tutto. Non si può dire che un ragazzo che ammazza i suoi coetanei è plagiato da un videogioco, perché la stessa medesima violenza la si trova in televisione, con la differenza che la televisione è un media assolutamente passivo, per cui il ragazzo subisce soltanto i messaggi delle televisione senza alcuna partecipazione critica. Nel videogioco, oppure in internet, la partecipazione possibile consente al giovane di elaborare ciò che fa e di partecipare attivamente, attivando così la sua coscienza critica. Meglio internet della televisione allora, ma i genitori preferiscono lasciare i propri ragazzi davanti alla TV, abbandonandoli ad orge di pubblicità di tette al vento e corpi perfetti, di prodotti da comprare assolutamente, col risultato che i ragazzi rimangono spesso insoddisfatti della loro vita che sembra misera di fronte a quella, finta, che vedono nella televisione, ma non lascerebbero mai i figli davanti ad un computer.
Altro argomento, “Se non si appare non si è”. Si chiede Vespa perché i giovani hanno bisogno dei blog. E’ evidente che Vespa, sarà pure un giornalista, ma non arriva a comprendere una verità di solare evidenza. L’Italia è un paese retto da anziani, comandato e controllato da anziani, nel quale i giovani non contano nulla, generalmente non fanno nemmeno parte del mondo del lavoro, moltissimi sono disoccupati, e dappertutto non hanno voce in capitolo. Allora, come possono i giovani far sentire la loro voce, gridare le loro esigenze, far sentire le loro idee, le loro opinioni ? Possono farlo in TV ? No di certo, lì ci sono sempre i soliti parrucconi politici, presentatori, commentatori, giornalisti, sempre le solite facce che da 40 anni non si schiodano. E i giovani quindi si rivolgono ad internet, l’unico luogo democratico dove possono far sentire la loro voce e criticare (si, criticare) l’operato dei politici, e di tutti quelli che se lo meritano. Non sarà forse che fa paura proprio questo ? Essere giudicati dai figli, essere criticati ? Si fa tanto per NON ascoltarli in casa, per non considerarli come persone dotate di un carattere ed una personalità (quanti di voi chiedono ai figli un parere su qualche cosa da fare ? Dite la verità !), e poi li si dovrebbe ascoltare un internet ? Giammai. Un ragazzo che mostra di avere idee, opinioni, che critica e che giudica i “grandi”, non viene ascoltato, casomai gli si dice “crescerai a capirai, poi mi darai ragione !”.
Purtroppo la realtà è che questo mondo, che tanto fa paura, lo hanno creato proprio le vecchie generazioni, mica i giovani, questo mondo di violenza i giovani lo subiscono, e ne vengono a contatto da subito, fin da ragazzini, in scuola, alla fermata del bus, per le strade, in un locale. E non nasce certo da internet, laddove internet recepisce solo dalla realtà quegli aspetti che sono propri del mondo reale.
Il ragionamento che sta alla base delle critiche ad internet, porta poi alla richiesta di controlli, di censura, di chiusura di siti, di blocco di connessioni, tutte cose repressive, dimenticando che alla fine la repressione non ottiene mai un vero risultato, ciò che è necessario è capire, spiegare, dialogare. Il concetto di base per l'adozione di sistemi di controllo sulle connessioni internet, per impedire ai bambini di vedere chissà cosa in rete, è lo stesso che viene mutuato dalla televisione pubblica: le fasce protette al fine di consentire al minore una navigazione sicura quando si trova da solo di fronte al monitor. A parte l’ovvio errore che il minore non dovrebbe essere lasciato solo dinanzi al computer, come non dovrebbe accadere davanti al televisore, perché lasciare il compito di educare un figlio ad un elettrodomestico controllato a distanza non mi pare affatto saggio, e come demandare il compito a degli estranei, poi non lamentatevi se vostro figlio viene su male, però mi sovvengono anche le frequenti critiche alla cosiddetta fascia protetta che è letteralmente subissata di pubblicità. Se si volesse introdurre una cosa similare su internet, dovrebbe essere studiata in maniera completamente diversa, a mio modesto parere.
Nell'ottica di molti genitori, la paura è quella di siti che possono contenere immagini scioccanti, di pedofili che usano le chat per adescare, dell'incitamento all'utilizzo di droghe, ecc…. La soluzione sarebbe la censura del genitore tramite software di controllo (come NetNanny), ma si auspica un intervento diretto del legislatore che dovrebbe agire con una censura a livello hardware, direttamente sulla connessione.
Prima considerazione da fare è su quest’ultimo punto, la censura ha la pessima caratteristica di estendersi, nel momento in cui mettiamo l’arma della censura in mano a qualcuno, questo tende sempre ad abusarne, per cui facilmente un giorno ci ritroveremmo con censure su informazioni, su notizie, su cose che non hanno nulla a che fare col problema di cui si cerca una soluzione, ma che fa molto comodo a chi controlla la censura stessa.
Inoltre, software del tipo di quello citato sono facilmente aggirabili, e comunque necessitano di una certa competenza per usarli, cosa che raramente un genitore che ha scarsa dimestichezza con internet e i computer potrebbe fare.
Certo, si può ribattere che è possibile cercare soluzioni tecniche migliori, ma il problema non è quello, il problema, in realtà, sta nel fatto che in internet non può accadere nulla di male, è nella vita reale che accade il male, è nella vita reale che il pedofilo commette i suoi reati, che offrono droghe, che rapinano, che stuprano, che uccidono, non certo sul web. È nelle discoteche che accadono risse, é allo stadio che succedono cose del genere, e nella quasi totalità dei casi non c’è alcun collegamento con internet.
Sicuramente su internet si può trovare della violenza gratuita, ma lo stesso accade in televisione, nel telegiornale, nei film, ed è tutto recepito passivamente, mentre in internet è necessaria la partecipazione del ragazzo, e questo, se correttamente instradato, sicuramente è cosa positiva perché consente al ragazzo di scegliere, decidere, valutare cosa vedere, cosa non vedere. Il necessario è che i genitori facciano lo sforzo di seguire per un po’ il figlio per aiutarlo a crearsi una coscienza critica e una capacità valutativa, ma se l’educazione è ben impressa il problema non sussiste. Certo, se i genitori non hanno tempo da dedicare ai figli, allora i problemi possono sorgere, ma non è plausibile demandare l’educazione dei figli ad altri.
Come per i videogiochi, per la televisione, per i giornali, anche internet non é altro che espressione della società, quindi necessariamente contiene gli aspetti della società, la violenza, la droga, tutto. I genitori devono trovare il tempo di stare con i figli, in questo modo possono discutere delle cose più problematiche. Sotto un certo aspetto è un bene che esista nei videogiochi o in internet la violenza, tanto fa parte della società, non si può far finta di niente, non si può porre un figlio sotto una campana di vetro, che poi al primo contatto con la società si troverà indifeso e senza strumenti critici adeguati. Questi elementi di violenza o malvagità consentiranno, anzi, di discutere e dialogare con i figli aiutandoli a valutare correttamente le situazioni, ciò che è bene e ciò che è male.
La cosa peggiore è non affrontare certi argomenti, oppure demandare a terzi certi argomenti. Perché, sia chiaro, un figlio prima o poi verrà a contatto col sesso e con la droga, con la violenza e con la pedofilia, e se non trova risposte dei genitori le cercherà altrove. Se gli si chiude internet, le cercherà dagli amici, cosa vorreste fare, chiuderlo in casa per sempre ?
Un pedofilo per catturare un bambino non ha bisogno di internet, va davanti ad una scuola, se il bambino non sa quali pericoli corre, perché nessuno glielo ha mai spiegato, perché lo si è voluto tenere all’oscuro di tutto ciò e farlo vivere in una campana di vetro, non sapendolo rischia di cascare nel tranello. Ma un pedofilo può anche agire tramite telefono, quindi il pericolo è anche legato al cellulare, non solo alla rete.
Ciò che difende i ragazzi non è spegnere la televisione, chiudere la connessione ad internet, tagliare i fili del telefono, chiudere in casa il figlio, non è certo un filtro su internet (potrebbe usare il computer di un amico !), ma solo e sempre l'educazione e la formazione ricevuta dai genitori e dagli educatori o insegnanti.
Se si vuole una rete chiusa, censurata, perché il genitore non ha tempo da passare con il figlio per provvedere al suo sviluppo e alla sua educazione, se si vuole una rete censurata perché deve diventare, come il televisore in fascia protetta, una sorta di babysitter davanti a cui parcheggiare il pargolo per interminabili ore, allora ci si deve anche rendere conto che di fatto si è abdicato dal ruolo di genitore, e lo si è demandato a terzi. E non crediate che i terzi che gestiscono programmi della fascia protetta siano così interessati a educare i vostri figli, per lo più sono interessati a farne consumatori dei loro prodotti. I figli hanno solo bisogno di qualcuno che gli spieghi come funziona la vita reale, nel bene e nel male, e di ricevere quel senso critico per poterla affrontare.
Basta saperlo, dopo non lamentatevi !
Ma, detto tutto ciò, chiarito, almeno si spera, quello che internet non è (un luogo in cui il male impera), e chiarito quello che non può essere (il babysitter), precisiamo anche cosa è internet.
Internet è una fonte di informazioni in costante divenire, è come la vita reale ma è più facile in quel contesto trovare informazioni che nella vita reale sarebbero comunque rintracciabili e pubblicabili. Rende più semplice la vita reale.
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 25 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente. In molti paesi autoritari i blogger, i gestori di siti web e di forum, difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione, rischiando la galera, e spesso ci finiscono sul serio. Nei paesi democratici, invece, i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale. In Italia attualmente, considerata un paese dove c’è ben poca libertà di informazioni, la vera informazione la si trova solo in rete, sui giornali o in televisione ci danno solo le notizie che vogliono i politici.
La Commissaria UE Viviane Reding ha più volte ricordato che il 50% della crescita del PIL europeo è legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, di cui Internet costituisce la spina dorsale.
L’Italia, purtroppo, è molto indietro nel campo delle tecnologie e delle telecomunicazioni, e forse ciò è voluto dai politici proprio perché internet si dimostra ogni giorno di più come l’unico spazio in cui l’informazione può essere libera e non controllata dall’alto.
La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle telecomunicazioni. La situazione italiana è molto arretrata, e ciò influisce pesantemente anche sull’arretratezza del paese a livello culturale ed economico. In ogni caso nel gennaio del 2008, secondo le statistiche mensili di Nielsen (www.nielsenratings.com ), circa 24 milioni di italiani hanno cercato un lavoro od una casa tramite il web. Gli editori e le grandi compagnie pubblicitarie iniziano a pensare prima al web, e solo dopo alla carta stampata, alla radio e alla televisione.
Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.
Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.
In un modo o nell’altro ci si deve rendere conto che internet è la nuova tecnologia che può aiutare lo sviluppo della società e il miglioramento delle condizioni di vita degli individui, come il treno, il telefono, ecc…. Le auto, il treno e l’aereo hanno consentito lo spostamento fisico delle persone, avvicinando i paesi, internet consente lo spostamento delle idee, delle opinioni, delle informazioni, e questo ci avvicinerà ancora di più. L’importante è capire il modo migliore per utilizzarlo senza averne paura, e non assumendo un atteggiamento di pregiudizio negativo nei suoi confronti. Spesso, infatti, la paura di internet è data solo da informazioni non corrette.
Ne è un chiaro esempio la diffusa paura di effettuare pagamenti on line con carta di credito per l’incombente pericolo di vedersi copiati i dati identificativi e poi addebitati acquisti effettuati da altri. Il rischio sussiste, ma pochi sottolineano come la normativa vigente in tema di commercio on line consenta di “addebitare” gli acquisti non effettuati dal titolare della carta di credito integralmente a carico dell’istituto di credito intermediario, senza contare che tali operazioni di pagamento vengono normalmente effettuate tramite procedure tecniche che garantiscono un elevato grado di sicurezza contro l’intercettazione abusiva. Basta avere un minimo di accortezza, come generalmente la si ha nella vita reale (voi lasciate la vostra carta di credito al cameriere che la porta nel retro per la “strisciata” ?).
Considerato tutto ciò, non è forse più pericoloso portare con sé la carta di credito rischiandone lo smarrimento o la clonazione al momento di un acquisto presso un qualsiasi locale commerciale ? In tali evenienze, nessuno fornirà alcun rimborso, eppure tale rischio è considerato minore di quello “garantito” dallo strumento telematico, ciò evidenzia quanto il deficit culturale in ambiente digitale porti a conclusioni e comportamenti addirittura paradossali.
Quello che si vuole evidenziare non è che internet è un luogo sicuro, anche lì vi sono pericoli, ma sono gli stessi che esistono nella vita reale, e si vuole altresì evidenziare come falsi assunti allarmistici debbano essere denunciati o quanto meno non considerati.
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