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ott 16 2007
Chomsky e il VDay PDF Stampa E-mail
(1 voto)
martedì 16 ottobre 2007

Noam Chomsky, uno dei più grandi intellettuali americani, ha rilasciato un intervista a Beppe Grillo, discutendo sul V-Day e le sue conseguenze, in particolare ha commentato le accuse di populismo mosse a Grillo e alla manifestazione.
Chomsky coglie il punto nodale della situazione, sostenendo che l'accusa di populismo è la conseguenza della visione tirannica della politica odierna, dove il politico, creato dal mondo economico e posto all'interno delle macchine per creare candidati, che sono i partiti politici odierni, ha una profonda sfiducia nel cittadino, lo crede e lo sente come una persona ignorante ed inaffidabile, che quindi deve tenere le mani lontano dalla cosa pubblica, che poi è sentita dai politici come cosa privata, "cosa loro".
Il cittadino non ha grandi scelte. Non sceglie il candidato, ma lo seleziona tra una ristretta rosa di canditati portati avanti dai gruppi economici, che li finanziano, e tra questi pochi candidati il cittadino sceglie chi dovrà governare.
Ma non fa altro, non sceglie nemmeno i programmi, non sceglie la politica da attuare, non decide tra le scelte di maggiore impatto sulla vita comunitaria.
Anni fa votammo un referedum per l'abolizione del finanziamento pubblico del partiti, ma lo rimisero lo stesso, fecero una nuova legge sul punto. Così si governa, non ascoltando assolutamente quello che ha da dire il cittadino, anzi ignorandolo completamente e decidendo in dispregio dei suoi interessi.

L'elettore, quindi, nella società moderna, ha solo il potere di scegliere uno dei possibili candidati e basta, delegando a lui tutte le decisioni, sulla quali non ha alcun peso, alcuna ingerenza.

Ma la politica, la democrazia non è questa. Democrazia è la possibilità dei cittadini di influire sulle scelte politiche, di decidere cosa fare, quale programma politico attuare e scegliere, in base a quel programma, i candidati che decidessero di attuare quella politica.
Se non sono in grado i candidati tornano a casa. Questa è democrazia.

Adesso cercano di mettere le mani sulla rete, su internet, perchè è l'ultimo luogo dove i cittadini possono dire la loro senza timori, possono scambiarsi informazioni per capire come realmente funzionano le cose, senza dover subire le stupidaggini che ogni giorno vengono fornite dai media controllati dalla politica e dai poteri economici, come le televisioni dove le notizie ormai sono diventate le opinioni personali degli uomini di potere.
Chomsky esprime molta preoccupazione per il futuro della rete. C'è il pericolo che vogliano imbavagliarla e controllarla.

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