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Alla redazione del TG2,
esprimo profondo sconcerto e consternazione in relazione alle deliranti esternazioni del direttore Mazza nell'edizione del TG2 delle 13.00 del 19 settembre.
Lo sventolare un pericolo del tutto immaginario di pistole fumanti suona come un insulto all'intelligenza dei cittadini italiani perfettamente in grado di capire che quell'editoriale aveva più il sapore di uno spettacolo comico di bassa lega che di una valutazione politica sulla attualità.
Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, ma sarebbe gradito che non fosse concesso di esprimere opinioni di quel tipo dal palco privilegiato della televisione di Stato, palco pagato da noi cittadini, ingenerando così l'idea che quanto espresso possa addirittura essere l'opinione di un intera redazione, se non dell'intero paese.
Un dipendente pubblico dovrebbe avere almeno il buon gusto di non offendere chi gli consente uno stipendio tutti i mesi, cioè noi cittadini.
Auspico vivamente che il suddetto direttore sia rimosso dal suo incarico e chi gli ha permesso di soddisfare l'irrefrenabile impulso di dire stupidaggini in televisione faccia la stessa fine, considerato che dobbiamo presumere che le loro personalissime opinioni siano coincidenti. O che quanto meno gli sia trattenuto un giorno di paga, il 19 settembre, giorno in cui ha fatto tutto tranne che lavorare per la TV di Stato !
Scambiare una pacifica manifestazione tesa a raccogliere le firme per proporre delle leggi per un tentativo eversivo mi sembra veramente un qualcosa di assurdo e denota scarsissima comprensione per le dinamiche che reggono una democrazia. Forse il vostro direttore dovrebbe studiare un po' di più diritto costituzionale, possibilmente però non a spese del cittadino.
Credo che il 19 settembre la TV di Stato abbia raggiunto il gradino più basso della sua vita.
Con profondo disgusto
firmato
Quello che ho provato al vedere l'editoriale del TG2 è stato profondo sconcerto, sconcerto di fronte alla palese strumentalizzazione di una televisione di Stato dove ormai la dizione "di Stato" potrebbe essere tranquillamente abolita. La reazione dei politici al successo inaspettato (per loro politici) della manifestazione indetta da Grillo, sembra essere il colpo di coda di un regime ormai morente, che non si accorge di stare esalando gli ultimi respiri.
La politica ormai non ha più nulla a che fare con la società, se ne è separata da tempo e vive da sola, in una bolla ben poco trasparente all'interno della quale vigono regole e leggi completamente differenti da quelle che si applicano, anzi impongono, al comune cittadino.
Una politica ormai autoreferenziale e legata ad una sempre più lunga (e pesante per l'Italia) catena di mutuo soccorso che ha l'unico fine di consentire la sopravvivenza di una casta chiusa ed impermeabile ad ogni tentativo di rinnovamento.
Una classe politica che è la più vecchia d'Europa, che quando partorisce qualcosa di "nuovo" non è altro che una spolveratina del vecchio, senza nemmeno il buon gusto di levare le incrostazioni, per poi presentarlo agli "elettori" come fosse la panacea di tutti i mali.
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