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domenica 16 marzo 2008 |
Generalmente si crede che i navigatori su internet, in particolare coloro che partecipano a giochi on line, siano degli antisociali. Una ricerca della Nottingham Trent University , pubblicata nell’agosto del 2007, condotta su un campione di 1.000 giocatori provenienti da tutto il mondo, sostiene che “le amicizie on line nascono con estrema frequenza, e sono molto durature. Le più profonde tra esse hanno anche il 50% di possibilità di condurre a un incontro anche nella vita reale, e ben oltre il 10% finisce con il trasformarsi in una relazione affettiva fissa”.
Le ragioni di ciò sono spiegabili col fatto di poter parlare di sé in un ambiente anonimo e protetto, ma soprattutto nel poter parlare dei propri problemi con persone non appartenenti alla propria sfera quotidiana. In questo modo chi dimostra doti di sensibilità e affidabilità nasce spontaneo il desiderio di conoscerlo meglio.
Inoltre, io aggiungerei altri due fattori di rilievo. Prima di tutto on line si conosce principalmente il carattere dell’altro/a, e solo in una fase successiva l’aspetto fisico che, notoriamente, crea degli ovvi preconcetti.
E poi, si deve considerare che nella normale cerchia di persone conosciute, tra parenti, amici e colleghi di lavoro, non è detto che ci siano realmente persone considerate affini. Invece, on line, in particolar modo nelle comunità virtuali, c’è la possibilità di scegliere, tra un notevole numero di persone quelle che sono, o perlomeno sembrano, affini al proprio modo di pensare e di sentire.
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