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Finalmente l’operazione di salvataggio di Alitalia si è conclusa, con la creazione di una nuova compagnia aerea, la CAI, con partner straniero Air-France. “Con Air France Alitalia sarà la compagnia più grande d’Europa”, ha assicurato il premier italiano, mentre il numero uno del gruppo francese Jean Cyril Spinetta ha detto che dall’investimento in Alitalia Air France “si aspetta una forte redditività”. Ma in realtà, chi è che esce davvero vincitore da questo accordo ?
Secondo l’accordo Alitalia diventa sostanzialmente francese, con buona pace di tutti coloro che volevano salvarne l’italianità. Air France è il socio di maggioranza con il 25% del capitale, inoltre è l’unico azionista con competenze specifiche nel settore aereo, cosa che conta sicuramente molto al momento di prendere le decisioni. Con un’interrogazione presentata dall’onorevole Linda Lanzillotta si apprende che il presidente della CAI Colaninno avrebbe dichiarato che dopo quattro anni dalla costituzione della società i soci italiani di CAI potranno cedere ad Air France le rispettive quote con l’effetto di trasferire ad Air France il controllo totale della società. L’italianità, se la notizia venisse confermata, verrebbe meno dopo pochi anni.
Con questo accordo Air France risparmia qualche miliardo di euro rispetto all’offerta che aveva ottenuto il precedente premier Prodi (323 milioni di euro, però per il 25%, invece dei 1,75 miliardi offerti a Prodi), pagando sostanzialmente meno di un quinto della precedente offerta, e ottiene molti dipendenti licenziati in più (circa 7.000). La società che comprano i francesi adesso è ripulita da debiti, tutti accollati ai cittadini italiani tramite la creazione di una bad company, e da rivendicazioni sindacali, esuberi e cassa integrazione, tutto sulle spalle degli italiani. I debiti ammontano a circa 4 miliardi di euro. All’epoca Air France si sarebbe, invece, accollati circa 1,2 miliardi di euro di debiti che adesso passano a noi italiani.
Inoltre, a seguito della fusione di Alitalia con Air One, Air France non avrà nessun concorrente sulla tratta Milano-Roma. Da notare che Air One, nonostante abbia un fatturato di un quinto di Alitalia, è stata supervalutata, circa 800 milioni contro i 1052, compresi i debiti, di Alitalia. Air France aggiunge lo scalo di Roma Fiumicino a Parigi ed Amsterdam. Il risultato è tutto a favore dei francesi, mentre gli italiani si trovano un mercato decisamente meno competitivo in Italia.
I francesi salutano l’accordo con un “Merci Silvio” (traduzione : grazie Silvio) a caratteri grandi sul quotidiano Les Echos. Del resto, perché non ringraziare Silvio Berlusconi che ha reso un grande servizio ad Air France-Klm, prima quando ha fatto fallire nell’aprile 2008 il progetto di acquisto di Alitalia, in nome dell’italianità, poi perché ha risanato almeno in parte la compagnia, scaricando i debiti sugli italiani, ed infine aggiungendo, come ciliegina sulla torta, la rivale Air One ?
Il 13 gennaio 2009 la nuova Alitalia è diventata operativa, ne pagano il prezzo gli italiani. L’ultima beffa è l’abbandono da parte di Alitalia della Borsa, che avverrà lunedì 26 gennaio (il titolo è sospeso da mesi), lasciando i risparmiatori, azionisti ed obbligazionisti, senza alcuna risposta e senza sapere nulla di eventuali risarcimenti. Ad agosto Tremonti aveva promesso di tutelare azionisti e obbligazionisti, ma nulla è stato fatto in tal senso. Anche questo è un effetto del nuovo accordo Alitalia.
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