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Libera
di immergermi
in abissi di dolore senza fine
per poi risalire
vette incredibili
di amore.
Crudele dolcissimo amore (edizioni San Paolo, con la prefazione di Cinzia TH Torrini) è un libro che ha incantato critica e pubblico, e racconta la storia di Chiara, una giovane infermiera che si trova improvvisamente alle prese con una malattia rara ed incurabile, che le riduce progressivamente le funzioni vitali e i movimenti.
Chiara attraversa quella che lei definirà la sua notte, anni di sofferenza e di disgregamento fisico, costretta man mano a rinunciare alle cose a cui tiene, prima che le siano sottratte dalla malattia.
La malattia Chiara non la nomina mai, ma la chiama Lei perché non vuole essere identificata con essa, vuole sempre e comunque rimanere se stessa, Chiara. Purtroppo la malattia la segna irrimediabilmente, ma Chiara, forte, solare e combattiva, non si dà mai per vinta, e affronta con coraggio la sua sfida, combattendo giorno per giorno.
Questo libro è un viaggio nella profondità del dolore, i suoi perché, le sue forme, la consapevolezza che esso, pure nella sua diversità, ci unisce tutti, ci fa sentire più vicini, perché chi soffre saggia la medesima sofferenza, lo stesso patimento dell’altro, e giunge a comprendere realmente, finalmente, l’altro. Il libro di Chiara è qualcosa di illuminante nel vero senso della parola, un’esperienza unica, il racconto di chi è giunto a comprendere l’essenza delle cose e a rapportarsi attraverso il suo dolore, invece di abbandonarsi ad esso, facendone tesoro per continuare il suo viaggio irto di difficoltà.
Sembrerebbe un racconto duro, e lo è anche, in parte. Spesso, però, Chiara parla dei suoi tormenti in maniera leggera, scherzando sulle sue difficoltà quotidiane. Tra le sue parole si coglie la speranza, ma soprattutto si presenta la forza indescrivibile di questa giovane donna, forza che consente di sopportare l’insopportabile, forza che il libro trasmette a piene mani. Le sue parole giungono diritto al cuore, sono parole di speranza, mai di rassegnazione, e rendono più leggera la pena di chiunque, qualunque essa sia.
Secondo Chiara è il dolore che da la misura delle cose, e nel momento in cui le perdi, le cose terrene, comprendi, attraverso il dolore, se esse fossero realmente importanti o meno: “Così viene in rilievo l’essenziale…”.
Così come una perla non è altro che il risultato delle lacrime dell’ostrica, dovute al dolore per la presenza di un corpo estraneo, un granello di sabbia, così allo stesso modo, Chiara si trasforma, alla fine del suo viaggio. Ma quante lacrime per diventare una perla !
“Tutti, nessuno escluso, abbiamo bisogno di amare ma soprattutto di essere amati.
Sapere che esisto anche per un'altra persona, che sono nel cuore di quella persona, mi dà la sensazione di essere unico, irripetibile ma anche una sensazione di benessere, di positività che mi fa star bene tutto il giorno. Ma se l’amore di una creatura umana può creare tutto questo, che sarà l’amore di un Dio ?”
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