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Di Simone Di Maggio, edito da Fazi
“Di fronte al portone, suono schiacciando forte il pulsante del citofono. Mi volto e saluto con la mano Flavio e sua mamma, che mi fanno ciao e se ne vanno. Forse pensano che qualcuno mi abbia aperto. Citofono di nuovo, schiacciando più forte, una, due volte… Non c’è nessuno a casa, e nessuno in strada. Mi guardo intorno, ho sei anni e mezzo, e ho paura”.
In questo libro si racconta l’infanzia di Simone, un bambino che ha conosciuto “tutte le sfumature del buio”, un bambino per il quale le notti invadono anche il giorno.
Per la prima volta in Italia una vittima della pedofilia racconta sé stesso e ciò che ha dovuto subire. In una dolorosa confessione torna con profonda sofferenza ad un terribile passato che non lo abbandona mai, nonostante tutti i tentativi di dimenticarlo, di seppellirlo nelle pieghe della mente tormentata. Simone racconta la sua infanzia e l’orribile violenza che lo ha segnato per sempre.
Questo è un racconto dell’orrore, ma di un orrore quotidiano, uno di quegli orrori che vivono tra noi, nelle nostre città, nelle nostre strade, nelle nostre case. Un orrore che fingiamo di non vedere, che si annida silenzioso e crudele sotto la maschera di visi amichevoli, innocui e normali, un orrore che, però, quando prorompe violento a turbare le nostre vite, ci sembra qualcosa di indicibile, spaventoso, insopportabile. È troppo forte, troppo doloroso, troppo incomprensibile, tanto che cerchiamo di dimenticarlo il più presto possibile, giriamo la testa dall’altra parte, facciamo finta di niente, che non ci appartiene, che non siamo noi.
Ma chi lo subisce, quest’orrore, non può più voltarsi dall’altro lato, perché quell’orrore, quell’orribile violenza, rimane dentro di lui, lo lacera, gli spezza in due l’anima, gli sconvolge la mente, lo lascia inutile come un “rubinetto che gira a vuoto”. È un peso che non scivola mai via, che gli sottrae per sempre un pezzo della sua vita, l’innocenza del bambino che è in lui, e gli fa desiderare solo di sentirsi dire “non è colpa tua!”. Lo costringe, pena suprema, a ricordarlo, quell’orrore, ogni giorno della sua vita. Non c’è violenza più grande !
Questo libro è il racconto di una vittima, di un bambino ormai adulto che cerca di esorcizzare le sue paure, e di sopportare il dolore che ancora si annida dentro di lui. Ma è anche, e soprattutto, un incoraggiamento per tutte le altre vittime della pedofilia, per quei bambini che non hanno voce, non hanno diritti, e non hanno nemmeno più una vita, è il tentativo di dar loro finalmente una voce, di portare alla luce del giorno un cancro della nostra società troppo spesso sottostimato, troppe volte sottovalutato.
Ancora, è un avvertimento ed un monito, per tutti gli altri, che non si creda che questo abominevole reato sia una cosa così rara, quasi unica, che accade “solo agli altri”. Il pedofilo può colpire chiunque, dovunque, e quando colpisce il suo segno rimane per sempre. L’autore vuole far comprendere, attraverso le sue parole, come accade che un bambino piccolo, indifeso, possa diventare vittima di pedofilia, vuole far comprendere che è una cosa che può accadere, che accade, e che ha conseguenze devastanti sul bambino, vuole far capire quali sono i “sintomi” da leggere in tempo perché non accada l’irreparabile. Perché, in fondo, ognuno di noi ha bisogno di fidarsi di qualcuno, fidarsi di qualcuno è facile, specialmente per un bambino, un bambino che vive tra l’esigenza di fidarsi e il desiderio di tenersi stretti i propri sogni.
Un libro, una discesa negli inferi, tra i propri demoni personali, un racconto a tinte forti, per consentire all’autore di riappropriarsi della sua vita, di sé stesso, per tornare alla sua infanzia e dire, con una lacrima sul viso, che non accada mai più, né a me né a nessun altro, perché i bambini tornino ad essere bambini!
Booktrailer
Parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla Onlus nazionale La caramella buona, in prima linea nel sostegno alle vittime della pedofilia.
Vi ricordo che è sempre in corso la petizione per aumentare i tempi di prescrizione dei reati di violenza sessuale ai danni di minori di 18 anni. I reati di pedofilia avvengono quando i bambini sono molto piccoli, e spesso riescono a ricordare, e a trovare il coraggio di denunciare, solo dopo parecchi anni. Per i reati commessi nell’ambito della famiglia spesso è necessario che il bambino diventi adulto, per affrancarsi dalla famiglia stessa, prima che trovi il coraggio di denunciare. Ecco che i tempi di prescrizione sono cruciali per poter perseguire i pedofili.
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