Finalmente una voce autorevole che dice una verità sacrosanta nel mare di mille bugie e strumentalizzazioni. Il 5 giugno il Presidente della Repubblica Napolitano invita tutti ad una riflessione più obiettiva sul degrado che si è realizzato in 15 anni in Campania, in particolare ricorda che i rifiuti tossici vengono in gran parte dal nord.
Il Presidente rivela che tale dato è stato accertato anche in sede parlamentare, in particolare è agli atti della commissione sul traffico dei rifiuti, dove si evidenzia un traffico sistematico da aziende del nord al territorio campano.
Nelle indagini del PM Buda, a seguito del sequestro della discarica di Pianura, si evincono i nomi di tante aziende del nord, rifiuti da Chivasso, Robassomero, Orbassano, San Giuliano Milanese e Opera (Milano), Cuzzago di Premosello (Milano), Riva di Parabbiago (Milano), Pianoro (Bologna), Parona (Pavia).
Questo non vuol dire che i politici della Campania siano innocenti, e come potrebbe essere, e nemmeno che la camorra non c’entra nulla. Vuol dire solo che per rimettere le cose a posto è necessario che ognuno si assuma le sue responsabilità, i politici, nazionali e locali, la delinquenza organizzata, e le aziende, anche del nord, che hanno risparmiato milioni di euro smaltendo in maniera illecita i rifiuti tossici, distruggendo il territorio campano. Soprattutto è importante non riservare le colpe su chi colpe non ne ha, come gli abitanti della Campania che hanno assistito allo scempio della loro regione senza poter fare nulla, o ben poco.
Si prenda atto finalmente che i reati in materia ecologica, i reati in materia di gestione rifiuti, sono ormai all’ordine del giorno, con il triste primato della Campania seguita dal Veneto, secondo nella classifica nazionale delle Regioni per inquinamento da rifiuti, così come sostiene il Rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente. Il traffico illegale di rifiuti è ormai una vera e propria economia parallela che muove miliardi di euro all’anno e da da vivere (per modo di dire !) a moltissime persone, per lo più legate alla criminalità organizzata. Solo nel 2007 sono state individuate 222 discariche abusive (in realtà sono circa 1200) in Campania. Le ecomafie distruggono l’ambiente, il territorio, inquinandolo con rifiuti tossici, diossina, arsenico, piombo, rifiuti che vengono addirittura usati nell’impasto del cemento per le case, vengono sotterrati sotto le strade, sotto case e strutture commerciali, e tutto questo fiorisce anche grazie alla assoluta indifferenza, se non alla connivenza di certi settori della politica e certe aziende.
Se ci limitiamo alla Campania, ma non è l’unica regione alle prese con l’emergenza rifiuti, 15 anni di commissariamento non hanno portato alcun risultato, anzi la situazione si è aggravata notevolmente, forse anche grazie all’emergenza che consente di utilizzare strumenti legislativi ed amministrativi soggetti a meno controlli rispetto a situazioni non emergenziali. L’emergenza ha aggravato la situazione, non la ha di certo risolta.
Dalle indagini della Procura della Repubblica di Napoli emergono dati sconcertanti, e cioè che molti dei dirigenti sapevano cosa realmente accadeva, dando però priorità all’aspetto della rimozione dei rifiuti nelle strade, pur nella sostanziale consapevolezza dell’irregolarità e talvolta dell’illegalità della gestione dei rifiuti. Dalla documentazione acquisita pare che gli indagati facessero regolarmente rapporto della situazione ai superiori, ma nonostante ciò gli input aziendali erano di continuare a fare quello che stavano facendo, nonostante tutto.
Sarebbe forse ora di chiudere per sempre l’emergenze rifiuti e le sue dannose conseguenze, e tornare ad una amministrazione degli stessi più normale e soggetta a TUTTI i controlli legali, e dare maggiori strumenti ai magistrati per reprimere i reati in materia ambientale.
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