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gen 22 2008
Rifiuti e termovalorizzatori PDF Stampa E-mail
(6 voti)
martedì 22 gennaio 2008
Ormai il tema rifiuti è all’ordine del giorno, siamo pieni di rifiuti e il problema è diventato quello di smaltire questi rifiuti. La soluzione, dettata dai politici per lo più, sembra essere quella dei termovalorizzatori, una parola molto fine per riferirsi ad impianti dove si bruciano rifiuti (inceneritori), parola che tra l’altro è vietata dalla Comunità Europea proprio perché da una indicazione errata sul loro scopo. Se li chiamano termovalorizzatori sembra che producano meno danni, “valorizzano”!
Ma cosa sono esattamente i termovalorizzatori ?
Come dicevo, i termovalorizzatori sono impianti dove vengono smaltiti i rifiuti bruciandoli. Esiste un filtro che blocca le scorie ritenute dannose (domanda: il filtro come si smaltisce ? Per capire il funzionamento di un inceneritore ascoltate l’intervista al Prof. Montanari ). Il problema è che i rifiuti, come escono dalle nostre case, sono di vario tipo. Per consentire un corretto smaltimento di tutti i rifiuti, specialmente gli scarti di origine vegetale, è necessaria una temperatura molto elevata, circa 900 gradi, altrimenti i rifiuti bruciati si trasformano in diossina , gas pericolosissimo per la salute umana. Ad esempio intorno al termovalorizzatore di Brescia , considerato uno dei migliori al mondo, si sono trovati valori di diossina abbastanza elevati (in questo articolo di Alessandro Iacuelli, fisico e giornalista, le impressioni di uno che a Brescia c’è stato).
Se invece la temperatura è molto alta, per evitare la produzione di diossina, i rifiuti si trasformano in nano particelle , più è avanzato il termovalorizzatore più le particelle sono piccole (fino a 0,1 micron), e quindi si arriva a particelle che non possono essere rilevate dalle centraline di rilevamento (gli impianti che controllano la qualità dell’aria). Quindi, sembrerebbe che l’aria è pulita, ma solo perché gli impianti non rilevano i gas dannosi.
È importante notare che i rifiuti, quando vengono “termo valorizzati”, cioè bruciati, non scompaiono affatto, semplicemente si trasformano in gas che ci ritroviamo nell’aria, respiriamo e si depositano negli organi interni, danneggiandoli.
Quindi il punto è: quanto dannosi sono questi gas prodotto della termovalorizzazione ?

Nel caso in cui i rifiuti, invece, siano tenuti negli appositi sacchetti e depositati in discarica, tendono a fermentare e a passare, specialmente con l’aiuto dell’azione delle piogge (se la discarica non è ben impermeabilizzata), nel terreno e nelle falde acquifere, avvelenandole. E di poco tempo fa la notizia di dieci operai dello stabilimento Alenia di Nola sono rimasti intossicati a causa dei miasmi di una discarica abusiva sottoposta a sequestro da due anni, situata nei pressi del sito produttivo e confinante con i Regi Lagni. Gli operai sono stati portati in via cautelativa al pronto soccorso dell'ospedale di Nola, dove sono stati dimessi con la diagnosi di “tosse stizzosa da inalazione di fumo tossico”.

Quindi, l’unica vera soluzione al problema dei rifiuti è la raccolta differenziata, che consentirebbe un recupero di oltre l’80% dei rifiuti, con conseguente minore appropriazione delle materie prime presenti in natura (e quindi meno devastazione della natura). Residuerebbe un 20% circa, che comunque sarebbe di rifiuti inerti, e perciò non dannosi o comunque molto meno dannosi dei residui degli inceneritori che sono tossici.

Questo è quanto sostiene l’esperto di tecnologie ambientali, nonchè consulente del Ministero per l'Ambiente, Maurizio Pallante .

Ovviamente le voci in materia sono discordanti, c’è chi dice che i termovalorizzatori non producono gas tossici, e sono rispettosi per l’ambiente. Qui potete leggere i pareri a confronto .  

Ma se davvero gli inceneritori fossero così innocui, anzi utili economicamente parlando, perché molti paesi al mondo li hanno abbandonati ? Paesi come l’Olanda, la Germania e la Francia stanno perseguendo la politica di bruciare sempre meno rifiuti, per dismettere un giorno gli impianti esistenti. 62 paesi del mondo (21 dell’Europa, 18 dell’Asia e Pacifico, 12 dell’Africa, 8 dell’America Latina e 3 del Nord America) hanno aderito all’Alleanza Globale Contro gli Inceneritori (GAIA) sostenendo in particolare, oltre al fatto che gli inceneritori sono estremamente dannosi, che essi sono economicamente sostenibili solo fintanto è lo Stato, con le tasse dei cittadini, a finanziarli. E ciò, si sottolinea, in netto contrasto con le politiche di recupero e riciclo dei rifiuti, in particolare la raccolta differenziata, che sono sempre posti in secondo piano ricevendo ben pochi sovvenzionamenti. Sarebbe molto facile spostare i sovvenzionamenti statali dagli inceneritori alla raccolta differenziata, facendola decollare una volta per tutte.

Per quanto riguarda gli inceneritori, noi cittadini li sovvenzioniamo (unici in Europa a fare ciò, e per questo motivo la CE ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia !) attraverso una trattenuta sulla bolletta dell'ENEL di circa il 7% che si chiama CIP6. Senza chiuderebbero tutti. Un contributo sottratto alle energie rinnovabili a cui era stato destinato. Un inceneritore spreca energia invece di generarla, è dimostrato, e sopravvive solo grazie alla tassa sull'energia elettrica.
Per quanto riguarda gli incentivi CIP 6 (circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi), chi gestisce l'inceneritore, per otto anni dalla sua costruzione può vendere al GSE (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. I costi di tali incentivi, ovviamente, ricadono sulle bollette degli utenti (le più care d’Europa, adesso capite il perché !), che comprendono una tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Per l’inceneritore di Brescia, la società di gestione (ASM SpA) ha ricevuto nel 2006 contributi CIP 6 per oltre 71 milioni di euro, mentre sempre nel 2006 a seguito dell'introduzione degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.

Quindi, in buona sostanza, si può dire che gli inceneritori ricevono sovvenzionamenti dallo Stato, cosa accadrebbe se tali sovvenzionamenti venissero meno, come del resto chiede la CE ? Cosa che è già deciso per legge e accadrà entro il 2015, tra l’altro. Potrebbero divenire antieconomici ?
Allora rimarrebbe in piedi solo l’ipotesi che gli inceneritori sono utili perché smaltiscono rifiuti, ma ciò non è affatto vero, perché di fatto li trasformano in gas. Fermo restando che basterebbe conoscere il primo principio della termodinamica (“nulla si crea, nulla si distrugge”) per considerare gli inceneritori come una cosa negativa, comunque si torna alla domanda fondamentale: i gas, le scorie prodotte dagli inceneritori sono dannosi ?

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