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lug 15 2008
La politica dell’emergenza PDF Stampa E-mail
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martedì 15 luglio 2008

Nel suo ultimo libro, Shock Economy, Naomi Klein sembra parli della situazione italiana. In realtà fa un affresco a tinte cupe della realtà contemporanea in molti paesi, sostenendo che negli ultimi decenni i vari governi hanno iniziato a governare attraverso la politica dell’emergenza. I disastri, naturali (come lo tsunami, le alluvioni, l’esplosione di centrali nucleari) o artificiali (come in caso di guerre, di fallimenti di aziende di grandi dimensioni, di emergenze sanitarie o ambientali), oppure inventate ad hoc (come l’emergenza intercettazioni) offrono l’occasione per azzerare la normativa vigente in un paese e governare con leggi ad hoc, create per l’occasione e derogatrici della normativa. In poche parole si strumentalizza l’emergenza, talvolta la si crea apposta, proprio per esautorare le istituzioni democraticamente elette e previste dall’ordinamento giuridico. In questo modo si consegnano le funzioni sottratte alle istituzioni ad aziende od organismi creati appositamente, che hanno poteri straordinari per la gestione dell’emergenza, in particolare possono accedere alle risorse pubbliche con controlli ridotti, od assenti, possono derogare a normative in materia sanitaria o ambientale. Nella totalità dei casi queste azioni emergenziali non risolvono l’emergenza, ma anzi la aggravano in maniera esponenziale.

Il caso più classico lo abbiamo sotto i nostri occhi tutti i giorni, si tratta della Campania, dove l’emergenza dei rifiuti iniziò nel 1994, con la giunta Rastrelli, doveva durare pochi mesi, ma si protrae da 14 anni ininterrottamente, e la situazione attuale è decisamente molto più catastrofica di quanto lo era la situazione iniziale. Ancora oggi le istituzioni nazionali e regionali cercano di convincere la popolazione campana che l’emergenza deve essere risolta con leggi eccezionali, con comportamenti derogatori alla normativa in vigore, quindi si crea una SuperProcura che si occupi di rifiuti, intasandola di lavoro, si crea una legislazione valida solo per la Campania, e in particolare si utilizzano gli stessi, più o meno, strumenti ed aziende (la Fibe che ottenne l’appalto per la gestione dei rifiuti con una gara irregolare) che hanno lavorato a questa emergenza per 14 anni senza risolverla, anzi aggravandola. Quanto è credibile tutto ciò ?

La situazione nacque, probabilmente, con il terremoto, e poi si passò ai rifiuti. La giunta Rastrelli fu mandata a casa dai cittadini, ma il sostituto, Bassolino, non ha risolto la situazione, e dopo di lui tutti i governi centrali (Berlusconi quattro volte, Prodi, D’Alema) non hanno fatto altro che aggiungere deroghe a deroghe, aumentando sempre di più i poteri degli organi creati ad hoc e togliendo sempre più poteri alle istituzioni democraticamente elette, i Comuni in particolare.
Mentre si accumulavano deroghe e poteri maggiori in capo al Commissario per i rifiuti, i rifiuti si accumulavano nelle strade, senza alcuna soluzione di continuità tra governi di destra e sinistra.
Adesso si vogliono creare tanti, troppi termovalorizzatori, ma nel contempo si parla di far partire (finalmente ?) la raccolta differenziata. Ma se parte la differenziata, a cosa serviranno così tanti termovalorizzatori  e tante discariche ? Probabilmente la differenziata non si farà, almeno fintanto che lo Stato sovvenziona, con il CIP6, i termovalorizzatori.
Perché lo Stato non smette di sovvenzionare i termovalorizzatori e inizia a sovvenzionare le aziende che fanno la differenziata ? In fondo, se guardiamo bene ai rifiuti che in parte vengono portati in Germania, questi rifiuti in gran parte vengono separati, riciclati, usati. Perché non possiamo farlo anche noi in Italia ?

Il Commissario straordinario ai rifiuti De Gennaro è stato nominato quando nelle strade di Napoli vi erano 250mila tonnellate di rifiuti. Se ne va lasciandone appena 23mila. Eppure viene mandato via. Rientra invece Bertolaso, che pure per un certo periodo ha avuto i poteri di Commissario, con i risultati che adesso sono al vaglio della magistratura che ha indagato alcuni suoi collaboratori di allora, compreso il vice commissario Marta Di Gennaro. De Gennaro ha avviato, con poco clamore, l’apertura di discariche e altre attività che adesso saranno gestite dal successore.

Rimane ancora aperto l’interrogativo sulla differenziata e il riciclo dei rifiuti. Molte aziende di paesi esteri, ultimi gli israeliani, hanno mostrato come sia possibile un riciclo quasi totale dei rifiuti, attraverso il trattamento meccanico-biologico, quello che si applica in Germania per recuperare i rifiuti della Campania che in Campania, invece, si vorrebbero bruciare.
È solo questione di arretratezza culturale questa fissazione delle discariche e dei termovalorizzatori, mentre in tutto il mondo si riducono sia le primi che i secondi ? In Germania si è passati dalle oltre 8.000 discariche del 1990 a poco più di qualche decina di oggi, grazie al recupero dei rifiuti. Nel resto del mondo, specialmente negli USA, si va verso i “rifiuti zero” ! Qui in Italia non si riesce nemmeno a far partire concretamente la differenziata. Come mai ? Non sarà che i sovvenzionamenti statali (il CIP6) sono troppo appetibili ? Non è che, forse, dico forse, l’emergenza rifiuti è stata voluta ?

La situazione è realmente disastrosa, e non è certo colpa dei soli campani, infatti lo stesso Presidente della Repubblica ha chiarito che molti rifiuti, anche tossici, in realtà vengono dal nord. Questo è quanto si legge negli atti della commissione parlamentare e quanto si legge nelle innumerevoli inchieste giudiziarie che coinvolgono aziende del nord, aziende che smaltivano illecitamente i rifiuti, al fine di risparmiare soldi, con la complicità della camorra.
Esiste una Napoli, una Campania che cerca di risolvere il problema, con iniziative concrete, ma nessuno dà loro una mano. Quello che le istituzioni, le aziende, i giornali, fanno, è solo perpetuare la situazione attuale, per interessi di parte, nascondendo tutto il resto, soprattutto le iniziative valide, come il piano dettagliato per la raccolta differenziata che è nascosto dal 2003, cosicché si possa sempre dire che non c’è nulla d’altro da fare.

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